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Milano - Finita con un rinvio la riunione che si è svolta in Regione per il cantiere del nuovo ospedale. Oltre due ore di discussione che hanno evidenziato difficoltà oggettive
Nuovo ospedale: ogni decisione rinviata al 20 maggio 

(14 maggio 2003) Una riunione lunga, difficile, iniziata alle 18 e protrattasi sino alle 20.30. Ma da quel tavolo non è emersa alcuna presa di posizione ufficiale. Un incontro interlocutorio che rimanda ad un ulteriore summit il prossimo 20 maggio. Gli attori saranno gli stessi: il direttore generale della sanità regionale Carlo Lucchina, il direttore generale dell'azienda ospedaliera di Varese Roberto Rotasperti e la ditta appaltatrice dei lavori per il nuovo ospedale. 
I lavori, infatti, segnano il passo e la questione è nota da tempo. Da più parti sono state sollevate preoccupazioni per il ritardo accumulato e ieri, i principali attori della partita si sono riuniti attorno al tavolo della Regione che sovrintende all'opera del valore di oltre 200 miliardi di vecchie lire.
Lo scoglio maggiore, in questo momento, rimane lo smaltimento della terra di scavo: «La ditta ci ha spiegato la situazione - commenta Rotasperti - è la questione è oggettivamente problematica. Ci ha chiesto, quindi, di poter "sforare" di alcuni mesi nella tabella di marcia, per poter ovviare a questo intoppo».
Attualmente la terra viene portata fino ad Oleggio, nel novarese, e in due siti vicini a Malpensa: troppo lontani per poter sostenere un andirivieni continuo di camion (ne sono previsti almeno 10.000 per trasportare gli oltre 200.000 metri cubi). L'attuale media è di tre trasporti al giorno, insostenibile per un'opera come quella che si sta realizzando in via Guicciardini. La ricerca di luoghi limitrofi dove smaltire il terreno è tanto frenetica quanto vana. Si ha come la sensazione che ci sia una sorta di ostruzionismo, assolutamente incomprensibile. E se quello dello smaltimento è il problema principe, al tavolo di ieri sono state enunciate anche altre difficoltà, come quella di un intervento per l'impermeabilizzazione di una piccola area. 
Ritardi e costi imprevisti, quindi, saranno analizzati nel corso del prossimo incontro nel corso della quale la ditta appaltatrice presenterà una relazione dettagliata dei lavori così da avere un quadro completo della situazione per concertare nuovi tempi, legittimando i sei mesi di ritardo accumulati sino ad oggi, e magari qualche piccolo ritocco al compenso.

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