Varese
- Da oltre
vent'anni, il reparto di pneumologia dell'ospedale di
Circolo rileva la presenza di pollini nell'aria. I risultati
saranno pubblicati settimanalmente su Varesenews
Pollini: il
monitoraggio aiuta gli allergici
(13
maggio 2003) Nel linguaggio corrente "soffrire di
allergia" è quasi sinonimo di pollinosi. La pollinosi
rappresenta uno dei più noti aspetti della patologia
allergica che si manifesta con disturbi anche gravi delle
vie respiratorie e delle mucose congiuntivali
(congiuntivite, rinite e asma bronchiale).
Si calcola che oltre due milioni di italiani soffrano per
disturbi dovuti a sensibilizzazione reaginica verso i
pollini: la maggior parte di questi pazienti si rivolge al
medico perché "ha l’allergia".
Da circa vent’anni sono stati messi a punto campionatori
volumetrici per particelle aerodiperse che consentono di
determinare la concentrazione pollinica nell’atmosfera. La
diffusione di queste apparecchiature e l’istituzione di
una rete di collegamento organizzata dall’Associazione
Italiana di Aerobiologia (AIA) che copre quasi tutto il
territorio nazionale e che è collegata con analoghe reti a
diffusione europea, ha permesso di ottenere calendari
pollinici molto precisi.
Il Centro di Varese, allestito dal reparto di Pneumologia
dell'ospedale di Circolo a Varese, è collegato a questa
rete dal 1985.
I dati aerosporologici consentono, da un lato, la
definizione di connessioni tra manifestazioni cliniche e
concentrazione pollinica e, dall’altro, di capire come
stanno cambiando i fattori etiologici responsabili di
pollinosi.
Le variazioni climatiche influenzano notevolmente la
concentrazione pollinica nell’aria. Il generale
riscaldamento dell’atmosfera verificatosi a partire dagli
anni Ottanta a causa dell’effetto"serra" ha
determinato, per esempio, un anticipo dell’epoca d’inizio
delle più comuni pollinosi, favorendo anche la diffusione
di specie vegetali verso zone dove il clima si è fatto più
mite rispetto al passato. La comparsa di nuove specie può
causare la presenza di sensibilizzazioni non riscontrate in
epoche anteriori.
Altro fattore condizionante le modificazioni
polliniche è costituito dagli inquinanti atmosferici.
E’ stato dimostrato infatti che la presenza di questi
ultimi sia in forma particolata (quali particelle incombuste
di carburanti o di fumi industriali) sia in forma gassosa
(ozono, anidride solforosa etc), provoca un aumento dell’infiammazione
delle mucose ed inoltre favorisce l’aggregazione dei
granuli pollinici, variandone non soltanto la morfologia, ma
anche la capacità di rilascio degli allergeni.
Le specie polliniche di maggiore interesse dal punto di
vista allergologico sono quelle che presentano un meccanismo
riproduttivo basato sull’impollinazione anemofila, ossia
affidano il trasporto del loro polline al vento.
I granuli pollinici di queste piante hanno spesso dimensioni
ridotte (inferiori a 40 m m) tanto da rimanere a lungo
sospesi nell’aria e venire facilmente inalati.
Le dimensioni hanno una notevole influenza sulle
localizzazioni dei granuli nei diversi tratti dell’apparato
respiratorio, provocando una differente reazione allergica.
Inoltre, le piante a diffusione anemofila sono
caratterizzate da una elevata produzione di granuli
pollinici che rappresenta, appunto, la principale strategia
per il successo dell’impollinazione.
I pollini di maggior interesse dal punto di vista
allergologico nella nostra zona sono rappresentati da:
Nocciolo e Carpino (Corylaceae)
Ontano e Betulla (Betullaceae)
Cipresso (Cupressaceae)
Graminaceae
Olivo (Oleaceae)
Parietaria (Urticaceae)
Ambrosia e Artemisia (Compositae)
Le informazioni desumibili dal monitoraggio pollinico
rappresentano un utile strumento per attuare la terapia
nei confronti della pollinosi nel modo più razionale, potendo
conoscere il momento preciso in cui essa debba essere
avviata, interrotta od opportunamente potenziata in
relazione al grado di esposizione.
Inoltre la conoscenza dei calendari pollinici della maggior
parte delle regioni d’Italia permette al paziente di
scegliere località e periodo di vacanze in modo da
allontanarsi dalle zone a più alta concentrazione
pollinica.
Le informazioni fornite dal bollettino si riferiscono ai
pollini più allergenici della settimana.
La suddivisione in livelli dei pollini più allergenici
è stata elaborata in base alle attuali conoscenze botaniche
sulla flora italiana.
La maggiore o minore concentrazione pollinica è
determinante per la comparsa della sintomatologia allergica.
Nei giorni piovosi la concentrazione dei pollini nell’aria
è considerevolmente minore poiché la pioggia li abbatte
verso terra, mentre nei giorni ventosi il polline viene
maggiormente diffuso.
Ogni
martedì, Varesenews pubblicherà i risultati della
rilevazione della settimana precedente.
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