Milano
- Sciopero
nazionale comparto sanità del sindacato FSI- Usae
dellaregione Lombardia
Riuscito il presidio
organizzato dalla FSI
(12
maggio 2003) Si è svolto venerdì 9 maggio, presso
l'Assessorato Regionale alla Sanità della Regione
Lombardia, il Presidio Regionale indetto dalla Federazione
Sindacati Indipendenti in concomitanza dello sciopero
nazionale. Nel corso della manifestazione, a cui hanno
partecipato numerosi dipendenti del comparto, una
delegazione dei dirigenti è stata ricevuta dal Responsabile
della U.O. Gestione e programmazione risorse umane del S.S.R.
Dott. Samuel Dal Gesso.
Al Dott. Dal Gesso è stato consegnato ed illustrato il
documento politico-rivendicativo allegato al presente
comunicato. Il Dirigente Regionale, pur condividendo le
ragioni e le aspettative degli operatori del Comparto
Sanità, ha ribadito quanto emerso nell'ultimo incontro del
14 aprile tra il Comitato di Settore e le OO.SS.,
confermando quindi la portata degli aumenti proposti dalle
Regioni del 4,67%. In sostanza le Regioni rimarrebbero al di
sotto degli aumenti del 5,66% previsti negli accordi di
febbraio 2002 tra Governo e OO.SS. La delegazione,
sottolineando la differenza tra le richieste del FSI e
quella delle altre OO.SS., ha chiarito che la FSI-Usae
ritiene insufficienti a garantire il potere di acquisto dei
salari anche il 5,56% degli accordi di Febbraio; il problema
di cassa paventato dalle Regioni non può valere solo per
alcuni operatori e non per altri ( dirigenza medica e
comparto regioni - autonomie locali). Il Dott. Dal Gesso ha
comunque dichiarato la disponibilità della Regione
Lombardia, in sede di "triangolazione" (Regioni-
Governo-OO.SS.), per una rapida e soddisfacente soluzione
della vertenza sanità, attualmente ingessata per le
divergenze tra il Governo e le Regioni in materia di
finanziamenti del SSN. Sugli altri punti ( ECM, livelli
occupazionali, prospettive di carriera di tutti gli
operatori della Sanità e del Sociale, riordino della rete
ospedaliera …. ecc. ) la Regione ha dato maggiori
aperture, confermando la volontà di coinvolgere
maggiormente le OO.SS nelle scelte strategiche regionali.
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