Varese
- Incontro in via
Rossi tra i vertici Asl e alcuni rappresentanti sanitari del
Canton Ticino. L'obiettivo è quello di confrontare
l'andamento della spesa
Sanità in crisi:
italiani e ticinesi si confrontano
(9
luglio 2003) Due sistemi a confronto. Gestione, necessità,
problemi visti con ottica differente. La direzione dell'Asl
ha ospitato alcuni rappresentanti della sanità ticinese per
verificare lo stato di salute delle due gestioni.
Il modello "universalistico" italiano è stato
confrontato con quello "assicurativo" elvetico:
l'analisi finale ha messo in luce una situazione critica in
entrambe le realtà. «Non è il modo in cui si reperiscono
i fondi - ha commentato Ignazio Cassis, medico cantonale -
ma come vengono spesi, gestendo la domanda e l'offerta in
modo ragionato».
I sistemi sanitari dell'occidente stanno attraversando un
momento critico a causa della crescente richiesta di
prestazioni a fronte di una risposta sempre più
tecnologizzata e costosa. Si sta tentando di trovare il modo
di bilanciare la situazione senza penalizzare chi ha
effettivamente bisogno. Il discorso deve essere affrontato
soprattutto dal punto di vista culturale: «Oggi le
industrie farmaceutiche - spiega Cassis - investono il 30%
del proprio fatturato , si parla di milioni di euro, per il
marketing. La gente è bombardata di informazioni che
spesso, però, non sono ispirate da un reale bisogno
medico».
«Il problema che dobbiamo affrontare - spiega Fabio Banfi,
direttore sanitario dell'Asl - è quello di mettere ordine
in una sanità sempre più complessa e variegata, dove gli
utenti hanno un elevato grado di preparazione e a volte
contestano le scelte del personale medico. Il confronto con
i colleghi elvetici parte proprio dal bisogno di verificare
come i due sistemi rispondono a domande tutto sommato
equivalenti, visto che le popolazioni interessate sono
omologhe».
Il territorio analizzato è infatti quello della Regio
Insubria, una struttura che ha valenza politica ma con
significati territoriali, culturali e anche umani.
Sotto analisi il sistema di gestione: centralizzato in
Italia, ma in via di decentramento, e federale in Svizzera,
ma con tendenza alla centralizzazione per compensare le
situazione squilibrate all'interno della Confederazione:
«Il confronto proseguirà - ha commentato Pierluigi Zeli,
direttore generale dell'Asl - per mantenere questa
finestra. Il nostro intento è quello di individuare
strategie che potremo introdurre nei limiti della nostra
autonomia ».
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