Varese
- Il contributo di
Andrea Segrini in merito all'articolo recentemente comparso
sull'istituto geriatrico
Il direttore del Molina
interviene sulle prese di posizione dei parenti degli
anziani
(2
luglio 2003) Riceviamo e pubblichiamo l'articolo del
direttore dell'Istituto Geriatrico Andrea Segrini in merito
alle relative prese di posizione dei parenti degli ospiti
L’articolo
apparso ieri a proposito del futuro dell’Istituto Molina
non è firmato. Premesso che la polemica non è il mio forte
e la rifuggo in quanto ad essa antepongo i fatti, credo
però che sia giusto nell’interesse degli ospiti, dei
dipendenti e di tutte le persone che hanno a cuore le sorti
del nostro Istituto replicare alle affermazioni contenute
nell’articolo. L’antefatto, come è noto, risale alla
decisione dell’Istituto di adeguare le rette dal 2002 all’aumentato
costo della vita e dei servizi forniti. Ciò ha creato
comprensibilmente malumore in alcuni parenti, alcuni dei
quali si sono riuniti in un gruppo di pressione per
contrastare la decisione. Nell’articolo si lamenta l’assenza
dei vertici aziendali da queste riunioni alle quali, cosa
personalmente comunicata, non avrei partecipato se non su
esplicito invito, rimanendo disponibile a confrontarmi sulle
conclusioni emerse. Vengono poi citati alcuni fatti tra cui
il congelamento delle iniziative. Tra le tante attività in
corso vorrei solo ricordare l’avanzamento del piano di
ristrutturazione che al termine dei lavori comporterà il
netto miglioramento della struttura dell’Istituto, la
prossima sottoscrizione di un accordo con l’ASL per il
trattamento innovativo degli ospiti in stato di coma e di
uno con l’Ospedale di Circolo per la gestione della
farmacia interna, la realizzazione entro l’anno del Centro
diurno Alzheimer in collaborazione con il prof. Sala quale
Vicepresidente dell’AIMA. Proprio riguardo al prof. Sala,
rispettato esponente della comunità scientifica varesina e
mio personale amico, le imprecisioni nell’articolo sono
tali da lasciare stupiti, dico solo che viene definito “da
anni membro del comitato etico”, organismo che è sorto
per volontà del Presidente Zanetta solo alcuni mesi
addietro. Vengono poi citate le mie presunte affermazioni
sulla “privatizzazione della casa di riposo” per le
quali ricordo che la trasformazione dello statuto, non della
gestione, sono previste da una legge, essa offre due
opzioni: l’Azienda di Servizi alla Persona (ASP) e la
Fondazione. Si attribuisce una volontà di privatizzazione e
di ”spartizione politica” alla scelta di aderire alla
formula della Fondazione e a tal proposito riporto quanto
invece contenuto in un recente opuscolo di un Gruppo
regionale di opposizione: - … più che per scelta, molte
IPAB sono “costrette”, con questa legge, a trasformarsi
in fondazione per evitare l’interferenza regionale in sede
locale attraverso le nomine della Giunta nei Consigli di
Amministrazione delle ASP…-. Ultima informazione contenuta
nell’articolo e che “l’affetto dei varesini verso
questa istituzione sta venendo meno, con il risultato che il
professor Delfino Barbieri potrebbe essere l’ultimo
benefattore della casa di riposo”. Non è così, una
recente importante donazione e le varie iniziative avviate
degli Amici del Molina dimostrano il contrario. Scusate la
lunghezza di questo scritto ma permettimi una conclusione:
non sempre tutti saranno d’accordo sulle iniziative che il
Molina avvierà, ma siamo aperti al confronto serio e
costruttivo. E’ con un confronto costruttivo che possono
emergere le migliori soluzioni ai tanti problemi che dovremo
affrontare, mostrando la forza di una comunità locale che
pur nelle differenze, saprà rispondere alle sfide che
vengono imposte dalle norme e dal mercato e che permetterà
infine di mantenere sempre alto il nostro obiettivo: servire
al meglio le persone, i nostri ospiti.
Andrea
Segrini
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