Varese
- Il comitato dei
parenti ospiti della casa di riposo esprime preoccupazione
e sconcerto per l'attuale direzione che non ha apportato
alcun miglioramento
Quell'incerto futuro
del Molina
(1
luglio 2003) Gli ospiti
della casa di riposo Molina di Varese sono sul piede di
guerra. Dopo l'ennesima riunione disertata dai vertici
dell'azienda, il comitato dei parenti lancia pesanti accuse
al direttore generale Andrea Segrini, al Presidente Giovanni
Zanetta e ai politici che li hanno voluti, ad iniziare dal
sindaco Aldo Fumagalli.
In
sostanza, i parenti degli ospiti non vedono miglioramenti:
nessun servizio nuovo aperto, congelamento delle iniziative
per personalizzare l'assistenza, emarginazione del professor
Sala, da anni membro del comitato etico e fondatore
dell'Associazione Amici del Molina. Negli ultimi anni, si
lamentano i parenti, si è assistito solo ad un rincaro
delle rette.
Il principale timore, comunque, è recente. Risale al
convegno organizzato dagli Amici lo scorso 7 giugno, nel
corso del quale, il dottor Segrini ha parlato di
privatizzazione della casa di riposo e trasformazione in una
fondazione che, si legge nel comunicato, aprirà la via alla
spartizione politica. Il rischio, teme il Comitato Parenti,
è quello che il servizio peggiori sempre più perdendo quel
carattere d'eccellenza che lo ha caratterizzato in tutti
questi anni. Secondo il Comitato l'affetto dei varesini
verso questa istituzione sta venendo meno, con il risultato
che il professor Delfino Barbieri potrebbe
essere l'ultimo benefattore della casa di riposo.
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