Varese
- È diventato
stabile il tavolo tecnico nato per volontà dell'Asl nel
momento dell'emergenza meningite. Una sinergia tra azienda
sanitaria, ospedali e Provincia
Malattie infettive: un
tavolo di esperti controllerà la situazione
(5
giugno 2003) Mai più impreparati. Questo è il messaggio
che sembra giungere dal mondo sanitario dopo la difficile
situazione meningite creatasi l'inverno scorso e in
previsione di un'emergenza Sars in autunno. L'azienda
sanitaria di Varese, prima in Italia, ha avviato un tavolo
tecnico permanente che mette in rete i tecnici dell'azienda,
i primari dei reparti di infettivologia degli ospedali di
Varese e Busto e rappresentanti della Provincia. Compito
del tavolo, come già avvenuto in passato proprio mentre
impazzava la psicosi meningite, è di pianificare gli
interventi nel campo delle malattie infettive dando
preparazione e formazione ai medici di medicina generale e
pediatri di libera scelta. L'obiettivo è quello di far
lavorare in modo sinergico tutti gli operatori sanitari
presenti sul territorio mettendo a loro disposizione
professionalità e specializzazione. «Il campo delle
malattie infettive è molto delicato - commenta Giuliano
Rizzardini, primario di Busto - a lui si riconduce il 30%
delle morti a livello mondiale ed è in continua evoluzione.
Negli ultimi vent'anni si sono scoperti una ventina di nuovi
agenti patogeni. Il sistema sanitario italiano è l'unico al
mondo che destina parte delle proprie risorse e
professionalità a questo settore con reparti e letti ad hoc
negli ospedali. L'esperienza di Varese è un ulteriore passo
in avanti nel campo della prevenzione».
L'intento del direttore generale dell'Asl Pierluigi Zeli,
coadiuvato dal direttore sanitario Fabio Banfi, è proprio
quello di fornire alla popolazione un strumento di
tutela, anche al fine di bloccare dispersioni incontrollate
di notizie che ingenerano paura. E proprio a questo riguardo
è stato invitato al tavolo tecnico anche la Provincia nella
persona dell'assessore ai servizi sociali Rienzo Azzi: «Noi
ci faremo carico di far conoscere alla popolazione cosa sta
succedendo per mantenere un clima sereno».
Il tavolo tecnico si sta quindi preparando ad affrontare
quella che sembra la "grande minaccia"
dell'autunno: il possibile arrivo della Sars in un periodo
già problematico a causa dell'epidemia influenzale:
«Quest'anno abbiamo avuto una copertura vaccinale del 57,3%
delle persone appartenenti alle fasce a rischio - spiega
Banfi - in autunno ci stiamo organizzando per estendere
anche ad altre fasce l'invito alla vaccinazione,
accordandoci con i medici di base purché soddisfino la
richiesta di chiunque. Abbiamo compiuto già altri passi: i
medici di medicina generale stanno concludendo un corso di
aggiornamento proprio sulla Sars, corso che sarà esteso ai
pediatri nel novembre prossimo. Inoltre, abbiamo avviato una
rete territoriale capillare attraverso i medici di base per
conoscere esattamente la situazione epidemiologica in ogni
momento».
Varese all'avanguardia, dunque, anche a causa della presenza
dello scalo intercontinentale di Malpensa che porta la
globalizzazione batterica. Ma ad inquietare il primario del
Circolo Paolo Grossi in questo momento non è la meningite,
la tubercolosi o tanto meno la Sars: «Stiamo assistendo
ad una nuova impennata dei casi di Aids. E la cosa
preoccupante è che la percentuale tra le fasce non a
rischio è salita al 38%. Di Aids non si parla più. Ma la
situazione oggi è quella della metà degli anni '80, quando
era emergenza».
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