Varese
- Pochi i disagi negli
ospedali della provincia a causa dello sciopero dei medici. A Varese la
protesta assume contorni particolari: il destino della
chirurgia al Del Ponte e l'aggiornamento professionale
Sciopero nazionale dei
medici. Ma a Varese la protesta è tutta interna
(4
maggio 2003) Sanità nel caos a causa dello scioperano dei
medici. Nella nostra provincia, però, i disagi negli ospedali
sono stati contenuti. Limitato il numero degli ospedalieri
che hanno
incrociato le braccia per protestare contro il mancato
rinnovo del contratto di lavoro scaduto 18 mesi fa. Mentre
nell'azienda ospedaliera varesina la stima iniziale era del
30%, in quella di Gallarate gli assenti sono stati il 20%,
mentre a Busto i dati certi si sapranno soltanto domani. I
medici, aderenti ad una decina di sigle sindacali, sono anche
preoccupati per il destino della sanità pubblica nel
contesto della devolution e protestano contro il blocco del
tavolo di trattative da cui sono stati esclusi i
rappresentanti sindacali.
La contestazione ha assunto contorni peculiari nell'azienda
ospedaliera varesina, dove i medici hanno protestato anche contro
la politica voluta dal direttore generale in tema di
aggiornamento professionale. Il personale medico, infatti,
lamenta che per partecipare ai corsi devono prendere le
ferie. E se la questione non fosse già rovente, la
trasformazione del reparto di chirurgia al Del Ponte sta
esacerbando ulteriormente gli animi: «Perderemo 24 posti
letto utilizzati dal Pronto Soccorso quando al Circolo non
ci sono più disponibilità - paventa Ottavio Amatruda,
medico aderente all'Anaao - Vorrà dire che per le
emergenze, dovremo chiedere ospitalità ad altri ospedali
mandando in giro per la provincia i pazienti di Varese». Il
braccio di ferro, nato in seguito al pensionamento del
primario Luigi Gatta, è sfociato anche in una polemica
politica in Consiglio regionale.
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