Angera
- Inaugurato il
polo materno infantile, ristrutturato e ammodernato. La
cromoterapia alla base della scelta dei colori
Ad Angera, per ....
partorire nell'arcobaleno
(30
giugno 2003) La sanità è in crisi? E chi lo dice? «I
tagli in questo campo non riguardano i servizi ai cittadini,
altrimenti sarebbe un autogol politico». Questa
l'assicurazione dell'assessore regionale alla sanità Carlo
Borsani intervenuto all'inaugurazione del polo materno
infantile dell'ospedale di Angera: «In vista del 2005 e
dell'apertura delle "frontiere" sanitarie, quando
i cittadini potranno andare all'estero a farsi curare, non
possiamo abbassare il livello qualitativo».
E quindi, il vento dell'ottimismo è soffiato questa mattina
ad Angera, grazie ad un polo materno infantile ristrutturato
e riorganizzato. A volere fortemente la nuova veste sono
state le due responsabili: la dottoressa Rita Mancini,
primario di ginecologia ed ostetricia (sotto
nella foto) , e la
responsabile della pediatria dottoressa Serenella Scotta.
Giallo, verde e rosso i colori predominanti nelle corsie
sulla base della cromoterapia.
Negli ultimi anni il reparto ha vissuto una profonda
trasformazione soprattutto dal punto di vista qualitativo:
dai 200 parti e 500 interventi chirurgici del 1999, si è
passati ai 405 parti e 829 interventi del 2002. Caratteristica
del reparto, come di tutto l'ospedale, è il rapporto
stretto tra pazienti e personale medico e infermieristico.
L'apporto
ospedaliero, poi, non si ferma al solo periodo di degenza:
apprezzati sono i corsi di preparazione al parto che hanno
ottenuto anche l'apprezzamento dell'Asl, mentre un
rivoluzionario servizio di assistenza post parto il "Call
Mother center" offre ausilio psicologico alle neo mamme
in difficoltà emotiva.
Orgoglioso dei risultati raggiunti si è detto Giovanni
Rania, direttore generale dell'azienda ospedaliera
Sant'Antonio Abate di Gallarate, il quale, però, vista la
presenza di Borsani, ha voluto osare ulteriormente,
chiedendo ufficialmente la possibilità di organizzare un
Pronto Soccorso ad Angera: «Il personale infermieristico è
sufficiente. Dovremo soltanto implementare di tre unità la
forza medica».
Una
domanda a cui Borsani, molto diplomaticamente , non ha
risposto, rimandando ogni valutazione alla mappatura dei
punti d'urgenza ed emergenza che l'assessorato sta facendo a
livello regionale: «Ovunque vada mi sento tirare per la
giacchetta - esordisce l'assessore - prendiamo atto della
volontà che valuteremo quando avremo finito l'indagine».
E nel
futuro di Angera, anche altri risultati importanti: dal
centro di Malattie del Fegato che si realizzerà in
collaborazione con l'Asl e l'Università dell'Insubria,
all'implementazione dei servizi ortopedico e traumatologico,
alla trasformazione di alcuni posti letto di medicina
e chirurgia in posti per riabilitazione e lungodegenza.
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