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Varese - Le voci di un'imminente chiusura della chirurgia del polo materno infantile ha suscitato numerose reazioni. Ma il direttore generale Rotasperti rassicura
La chirurgia del Del Ponte non chiude. Anzi, rilancia 

(3 maggio 2003) Chiude il reparto di chirurgia al Del Ponte e si scatena la bagarre. Peccato che la notizia non sia vera. Così, complice il delicato momento che sta attraversando la sanità in Lombardia, il pensionamento di Luigi Gatta, attuale primario dell'unità operativa all'ospedale di piazza Biroldi, ha scatenato una ridda di voci incontrollate sfociate anche in una schermaglia politica tra maggioranza e opposizione. 
Ma cosa sta effettivamente succedendo? 
«L'ospedale Del Ponte ha ormai una sua missione che è quella del polo chirurgico-infantile - spiega il direttore generale dell'azienda ospedaliera di Varese Roberto Rotasperti - La scelta risale a qualche anno fa e la trasformazione è graduale. Dobbiamo approfittare di alcuni eventi per procedere in quella direzione. Il pensionamento di Gatta è uno di quegli eventi. Ma, contrariamente a quello che si vocifera, la chirurgia non verrà smantellata. Anzi. Avrà, però, una funzionalità differente».
L'azienda ospedaliera ha al Circolo due unità operative chirurgiche. Nel carico di lavoro ci sono: le operazioni urgenti, quelle programmate e gli interventi in Day Surgery. Quest'ultima categoria è spesso la più penalizzata, nonostante le lunghe liste d'attesa. «Vista la situazione - spiega Rotasperti - abbiamo deciso di destinare le sale chirurgiche del Del Ponte agli interventi in Day Surgery. Così facendo riserviamo a queste operazioni l'intera attività del Del Ponte: dalle 7 alle 19 orario continuato senza pericolo di interruzioni o slittamenti a causa di un'urgenza. Secondo le nostre previsioni, dovremmo riuscire ad intervenire su una ventina di pazienti al giorno». 
Gli interventi in Day Surgery in area chirurgica riguardano, per esempio, le ernie inguinali, le emorroidi, le vene varicose, l'asportazione di cisti. «Con le liste d'attesa alla mano poi - sottolinea Rotasperti - indirizzeremo in piazza Biroldi gli interventi in Day Surgery di altre specialità: mi riferisco alla cataratta, all'artroscopia. Tutte operazioni per cui l'attesa è di molto lunga. È chiaro che questa rivoluzione avrà comunque natura temporanea, cioè fino a quando non sarà pronto il nuovo ospedale dove raduneremo tutta l'area chirurgica, per lasciare al Del Ponte la sua natura specialistica».
L'innovazione chirurgica avrà ulteriori conseguenze: «L'attività di laboratorio verrà modificata - prosegue Rotasperti - perchè le analisi verranno fatte al Circolo e i referti trasmessi per via telematica. Nello spazio che recuperiamo vorremmo realizzare un nido aziendale, se i dipendenti ne faranno richiesta. La radiologia, che attualmente ha una tecnologia obsoleta, verrà rinnovata ma all'interno del percorso materno infantile».
Novità, infine, ci saranno per la senologia, attualmente divisa nelle due sedi varesine dell'azienda, ma che, in futuro, verrà riunificata.

Alessandra Toni
sanita@varesenews.it


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