Varese
- Le autorità
sanitarie cittadine minimizzano i pericoli derivanti dalla
"giapponese" che è già arrivata nel nostro paese
Allarme influenza: ma
perché tanto clamore?
(5 dicembre 2003)
Il virus influenzale ha fatto la sua comparsa in Italia e
già suona l'allarme. Complici le notizie provenienti
dall'estero, la "giapponese" , dopo essere stata
descritta per mesi come non particolarmente aggressiva,
viene ora dipinta come virulenta e si moltiplicano gli
inviti a vaccinarsi.
Le autorità sanitarie locali, però, non condividono tanto
allarmismo: «La situazione non sembra assolutamente
preoccupante - dichiara Fabio Banfi, direttore sanitario
dell'Asl - noi ci basiamo sulle indicazioni dell'Istituto
Superiore di sanità che, in questo periodo, non ha
modificato la propria posizione».
Tranquillo e un po' perplesso per tanto clamore è anche il
professor Paolo Grossi, primario della clinica di malattie
infettive dell'ospedale di Circolo di Varese: «Nessuna
organizzazione sanitaria, italiana o straniera, sta
lanciando allarmi o messaggi preoccupati in merito a questo
ceppo influenzale. Il virus appare una variante di quello
che ci ha colpiti nel 1999, per cui presentiamo già una
buona dose di anticorpi. Chi si è vaccinato, inoltre, può
stare abbastanza tranquillo: la percentuale di immunità
varia tra il 72% e il 76%».
Il professor Grossi sconsiglia, comunque, la corsa al
vaccino: «È consigliabile solo per le categorie a rischio.
Per gli altri non esiste alcuna necessità. Si deve
considerare, inoltre, che quest'anno l'industria
farmaceutiche ha già preparato le dosi vaccinali e non
possono riprendere la produzione, per cui le scorte sono
limitate e non bastano per una vaccinazione di massa».
Ma quando arriverà l'epidemia?
«Allo stato degli atti non c'è alcuna indicazione che il
picco coinciderà con le vacanze natalizie. Secondo
l'andamento degli anni scorsi, il periodo dovrebbe essere
febbraio, ma ci sono molte variabili. Oggi come oggi le
possibilità che il virus esploda a fine mese sono del
50%».
|