Varese
- All'azienda
ospedaliera varesina risultati a sorpresa alle elezioni per
il Consiglio dei sanitari. Piano organizzativo aziendale:
che disastro se fosse un flop!
Elezioni al Circolo, i
medici premiano la corrente ospedaliera
(18
dicembre 2003) Le elezioni del Consiglio dei sanitari non
hanno valenza strettamente politica, sono in relazione a
delicati compiti istituzionali, assumono particolare
significato se fanno registrare mutamenti marcati o
addirittura inaspettati.
Ed e’
proprio quanto è accaduto nella nostra azienda ospedaliera
dove a spoglio dei voti non ancora ultimato già si
delineava un clamoroso ko della componente ciellina che alla
fine si sarebbe dovuta accontentare di un solo eletto su
otto, il dottor Marnini.
Anche
coloro che venivano considerati vicini all’Università
non hanno raccolto consensi
entusiasmanti, ma dal momento che nell’ambiente accademico
per queste elezioni non c’erano né tensione né forti
aspettative il risultato non è certamente considerato
penalizzante. Il responso delle urne invece non sarà tanto
facilmente digerito dai ciellini anche perché la botta
arriva accompagnata da un’altra novità: parecchi medici
dell’ azienda negando consensi a coloro che da tempo si
confrontano a volte aspramente per l’egemonia hanno fatto
emergere una terza componente che si presenta come semplice
espressione ospedaliera, certamente in grado di essere voce
autorevole. Grizzetti, Neri e Gianfrate i medici più
votati, erano otto i posti a disposizione, due le liste che
si contrapponevano.
Tutti
gli organismi al " Circolo " sono in fibrillazione
perché si iniziano gli incontri con il direttore generale
Rotasperti che deve presentare il piano di organizzazione
aziendale, vale a dire la pesante riduzione del numero dei
dipartimenti ( 15 medici e 3 tecnici ), imposta dalla
Regione che non ha più danée.
Il
piano è una eccezionale occasione per mettere alle spalle
le frizioni tra ospedale e Università. Di sicuro l’accorpamento
dei dipartimenti lascerà gente sul campo e provocherà
inevitabilmente polemiche, resta il fatto che se non ci
saranno decisioni innovatrici e coraggiose poco o nulla
muterà nei rapporti tra ospedale e Università. E’ un
mutamento importantissimo anche per il futuro di Varese. Che
disastro se il piano organizzativo facesse flop!
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