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Varese - L'Asl vara un progetto innovativo nell'assistenza e nella cura dei pazienti in stato vegetativo. La prima attuazione pratica avverrà all'istituto Molina 
Varese in prima linea per l'assistenza dei pazienti in coma

(17 dicembre 2003) Non esiste in Italia una legislazione ad hoc in merito ai pazienti in stato di coma. Nella nostra regione, questo tipo di cura non rientra tra i "Lea", livelli minimi di assistenza, tutto è lasciato all'organizzazione di realtà singole. Tra queste anche l'istituto geriatrico Molina che dal 1995 ospita soggetti in stato vegetativo persistente dimessi dagli ospedali ma che non possono far ritorno a casa. 
L'Azienda sanitaria varesina ha voluto invertire la rotta di questa politica pensando ad un progetto nuovo che potrebbe, anche, diventare pilota in Italia.
Al fianco dell'azienda sanitaria si è posto l'istituto Molina che ha deciso di sposare questo modello innovativo per la migliore assistenza dei pazienti in coma. Si tratta della possibilità, per 20 pazienti residenti nella nostra provincia, di venir ricoverati e di seguire un percorso di recupero mirato o di mantenimento dell'autonomia funzionale residua. (
nella foto il padiglione Caravati
Tre le fasi del progetto: una prima ad alta integrazione sanitaria, ed è la prima grande innovazione, una seconda a medio alta integrazione sanitaria e una terza destinata a soggetti dimessi dalle prime due fasi di assistenza. 
I costi verranno coperti dalla Regione, dall'Asl e per il 20% dai familiari che avranno un ruolo centrale in vista del possibile rientro a casa del paziente: a loro verranno offerti dei supporti precisi come i gruppi di mutuo aiuto che permetteranno ai congiunti la condivisione degli obiettivi.

Impegnati nel progetto saranno medici, infermieri, ausiliari socio-assistenziali, fisioterapisti ed educatori professionisti e, all'occorrenza, si potrà chiedere la consulenza di medici specialisti.
Il progetto, che di fatto partirà dal primo gennaio 2004 ma che già da mesi si sta programmando e organizzando, sarà svolto sotto il controllo del Dipartimento sociale dell'azienda sanitaria attraverso un nucleo di valutazione per decidere in quale fascia collocare il paziente e monitorare i progressi compiuti.
La convenzione avrà natura triennale ed è la prima che l'Asl stringe con una realtà del territorio: «Nuove sinergie potranno essere strette - precisa Lucas Gutierrez, direttore dei servizi sociali dell'Asl
(nella foto)  -  se altri soggetti vorranno aderire a questo progetto assicurando gli standard richiesti».

Convinto l'impegno del Molina che, come già precisato, da tempo era impegnato nella cura dei soggetti in stato comatoso ma con una forma puramente assistenziale: «Abbiamo dedicato a questo progetto il secondo piano di casa Caravati - spiega il direttore generale del Molina Andrea Segrini - perché risponde meglio ai requisiti richiesti dalla complessità dell'assistenza». (nella foto il direttore generale Segrini)
Attualmente sono in carico al Molina tredici persone in stato comatoso a cui presto si potranno aggiungere altri 7 pazienti, vista l'elevata richiesta che esprime il territorio.

Alessandra Toni
sanit
a@varesenews.it


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