Varese
- Negli 11 mesi
appena trascorsi si è registrato il maggior numero di
morti. I dati dimostrano che la diffusione del virus è
lontana dall'arrestarsi. Varese al sesto posto per numero di
casi diagnosticati
Aids: il 2003 un anno
da dimenticare
(1
dicembre 2003) Secondo l'organizzazione di Medici senza
frontiere, il 2003 è stato l'anno in cui si è
registrato il più elevato numero di morti per Aids
dall'inizio dell'epidemia. Nell'Africa del sud un adulto
ogni 5 è affetto da Hiv/Aids.
Secondo le ultime stime dell’OMS e dell’UNAIDS nel mondo
vivono 40 milioni di persone infettate dall'HIV. I bambini
al di sotto dei 15 anni colpiti da HIV/AIDS sono 2,5
milioni. Le persone che si sono infettate nel 2003 sono 5
milioni. Nel mondo si registrano circa 14 mila nuove
infezioni al giorno.
La mortalità resta dunque altissima: nel solo 2003, 3
milioni di persone sono decedute, di cui 2,3 milioni in
Africa. Nel mondo l'AIDS è la quarta causa di morte, ma nei
paesi dell'Africa subsahariana è di gran lunga la prima; a
causa dell’AIDS sono orfani 13 milioni di bambini, la gran
parte africani.
L'odierna, tradizionale giornata mondiale dedicata all'Aids
ha ancora, dunque, una drammatica urgenza.
Un appuntamento ricordato in tutto il mondo, quest'anno, in
particolare, con il titolo "Live and let live - Vivi e
fai vivere" per combattere il pregiudizio e la
discriminazione. Molte le iniziative in tutto il pianeta, a
cominciare dal grande raduno rock svoltosi sabato sera in
Sud Africa nel nome di Nelson Mandela.
In Italia, il ministro Sirchia celebra il 1° dicembre
all'Istituto Nazionale per le Malattie Infettive
"Lazzaro Spallanzani": nel corso della conferenza
stampa verranno presentati gli ultimi dati ultimi dati sulla
diffusione dell'infezione e della malattia in Italia.
In occasione della Giornata Mondiale per la lotta contro l’AIDS,
è stato predisposto che il numero verde 800.861.061 per
qualsiasi informazione su Hiv e Aids, sia attivo per
l'intera giornata.
A Varese, mercoledì 3 dicembre si terrà l'ultimo
appuntamento di un ciclo di incontri intitolati
"Affetti collaterali"; alla presenza del filosofo
Guido Tallone si rifletterà di come effetto collaterale del
hiv sia proprio il silenzio sceso sulla prevenzione e
sulla cura dell’aids; ma si rifletterà anche con l’idea
che le emozioni ovvero gli affetti anche in questa
esperienza, come in tutte quelle della vita, hanno un ruolo
decisivo nell’orientare comportamenti, pensieri ed
atteggiamenti.
Per quanto riguarda la nostra provincia, secondo quanto
diramato dall'Asl di Varese, la situazione non è
rosea: i
casi diagnosticati di Aids ammontano a 1.564, 49 in più
rispetto al 2002. Cifre che collocano la nostra provincia al
sesto posto a livello nazionale. In termini percentuali,
tuttavia con sei casi ogni centomila abitanti Varese
si colloca all'ottavo posto dopo Brescia , Rimini, Lecco,
Forlì, Roma, Genova e Bergamo. Mentre ancora più
preoccupanti sono i dati che si riferiscono alle tipologie
sociali soggetti alla malattia: dieci anni fa il 70% dei
casi d’aids in provincia di Varese erano legati alla
tossico dipendenza. Alla fine dello scorso anno il 38% era
causato da rapporti eterosessuali, il 17% da rapporti
omosessuali e il 37% dalla droga. La trasmissione sessuale
è adesso la prima causa di diffusione del virus.
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