Varese
- Due giorni di
studio per la prevenzione del gioco patologico.
Un'iniziativa che ha riscosso molto successo. Tra i presenti
anche un esperto ticinese
Nei casinò svizzeri i
croupier bloccano i giocatori compulsivi
(8
aprile 2003) Di gioco patologico non si muore, ma si rischia
molto. È una malattia, spesso sottovalutata, non capita. Ne
possono essere affetti tutti. Non c'è un'età o una
condizione economica prestabilita. È una passione, smodata
che manda in corto circuito ogni freno inibitore. L'Asl di
Varese ha investito risorse ed energie per rispondere alla
crescente richiesta del territorio. Un tempo esistevano le
corse ippiche e i casinò, poi sono arrivati i video poker,
macchinette mangia soldi presenti in modo massiccio nei
locali pubblici. E da quel momento il gioco patologico è
diventato un'emergenza. Dopo la rappresentazione teatrale
"Gioco all'alba", che ha ottenuto un grande
successo in tutte le piazze che ha toccato, nei giorni 8 e 9
aprile è stato organizzato un seminario di studio. A
promuoverlo la stessa Azienda sanitaria in collaborazione
con l’Assessorato provinciale alle politiche sociali e con
l’Associazione lombarda tossicodipendenze.
Due
giorni di studio e di confronto tra operatori, sotto la
guida del professor
Robert Ladouceur, titolare alla scuola di psicologia dell’Università
Laval di Quèbec in Canada. (nella
foto)
Oltre 380 gli iscritti ai seminari, per lo più psicologi,
medici, assistenti sociali, educatori, infermieri
professionali ed operatori nel settore delle dipendenze.
Tra i presenti anche il dottor Tazio Carnevaro, capo del
servizio Pischiatrico di Bellinzona e Locarno, supervisore
clinico, fino allo scorso anno, del gruppo di lavoro dei
Sert di Varese.
Nel Canton Ticino la situazione è delicata come nella
nostra provincia?
«Recentemente sono stati aperti alcuni nuovi casinò. Ma è
ancora troppo presto per fare valutazioni: si dovranno
attendere almeno due anni. Nel Canton Ticino, però, il
legislatore è molto attento. Nel 1998 è stata emanata una
legge, entrata in vigore nel 2000, che obbliga i casinò a
formare il proprio personale. Se un operatore si accorge di
un atteggiamento patologico, allontana il giocatore e ne fa
una segnalazione al responsabile medico presente. Questi
sostiene un colloquio per capire la situazione e si può
anche arrivare all'allontanamento del giocatore da quel
casinò e da tutti i casino svizzeri»
E
con i video poker, come fate?
«In Svizzera sono vietati. Alcuni cantoni sono più rigidi
nel far rispettare la norma, altri sono più tolleranti. Il
Canton Ticino fa parte del primo gruppo. Per cui noi non
conosciamo quel problema». (nella
foto il dottor Carnevaro)
E
quale giudizio si è fatto della nostra situazione?
«I vostri problemi sono legati proprio ai video poker.
Inoltre credo che in Italia ci sia un controllo sociale
inferiore al nostro. C'è meno attenzione per l'altro. Da
noi è difficile che qualcuno arrivi a fare danni senza che
il vicino di casa non si sia attivato per fermarlo».
Sul
territorio, l'Azienda Sanitaria offre alcuni punti di aiuto:
Ser.T
Cittiglio di via Marconi, 40 0332/607309
Ser.T Gallarate via Cavallotti, 21 0331/777895
Ser.T Busto Arsizio via Novara, 48 0331/353759
Ser.T Saronno via Varese , 196 02/ 9626478
Segreteria
Direzione Dipartimento delle Dipendenze via Rossi, 9 Varese
0332/277359
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