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Busto Arsizio - All'azienda ospedaliera di Busto, il primario di ortopedia Riva utilizza una protesi rivoluzionaria destinata ai pazienti "giovani". Mancata prevenzione e disposizione genetica le ragioni dei tanti pazienti 
Artrosi all'anca: un male lombardo 

(8 aprile 2003) Il popolo lombardo deve farsene una ragione: per cause genetiche è  più esposto all'artrosi all'anca degli altri Italiani, con il carico di dolore che ne consegue. Sarà forse per questo motivo che il nostro territorio esprime ortopedici di fama che hanno anche affinato tecniche di intervento sempre più sofisticate. Tra i più conosciuti c'è il dottor Ruggero Riva, primario di Busto (nella foto). Da un paio d'anni ha introdotto una protesi rivoluzionaria, denominata "McMinn" dal nome del medico irlandese che l'ha ideata. Si tratta di una protesi di rivestimento e non da sostituzione, viene innestata solo a pazienti giovani, cinquantenni, che presentino una patologia artrosica oppure una deformazione congenita o provocata da un trauma. 
La protesi è innovativa dal punto di vista del risparmio di osso: la differenza è la stessa che corre tra mettere un dente nuovo o coprire un dente curato. Non si  taglia il collo femorale, e questa particolarità è preziosa in vista di una nuova operazione, dato che le protesi non sono eterne, ma hanno una durata variabile tra i 10 e i 20 anni. La giovane età del paziente si spiega con la consistenza delle ossa: gli
anziani, infatti, non possono sopportare questo tipo di innesto a causa della fragilità ossea, presente soprattutto nel le donne spesso vittime dell'osteoporosi.

Il presidio di Busto è il primo della provincia ad aver introdotto questa protesi: « È una questione di fiducia - commenta il dottor Riva - io mi sono convinto della bontà di questa tecnica, ma ci sono anche altre valide alternative». 
Fortunatamente
, l'incidenza dei "giovani" pazienti è bassa, un caso ogni 30, mentre, come dicevamo all'inizio, i problemi all'anca sono diffusissimi: praticamente tutti in età avanzata soffriamo di artrosi. C'è chi sopporta di più e chi di meno. L'alto numero di problemi, inoltre, è legato alla mancanza di prevenzione in tenera età. 

Da alcuni anni è stata introdotta l'indagine perinatale della displasia all'anca: con un'ecografia al neonato si riescono ad individuare patologie importanti.Da anni l'ospedale di Busto, dunque, è all'avanguardia nella cura di queste problematiche: «Non è casuale l'innovazione protesica introdotta - conferma Pietro Zoia, direttore generale dell'azienda ospedaliera-  L'Azienda ha consolidato negli anni, infatti, una lunga e prestigiosa tradizione medico-chirurgica nella cura della patologia dell'artrosi dell'anca. Per noi, la novità di trattamento è impegnativa e tuttavia estremamente significativa per competere e confrontarsi adeguatamente in campo sanitario e per richiamare le punte di eccellenza dei nostri Ospedali». 
E i risultati fino ad oggi sembrano riscuotere il dovuto riconoscimento: sono, infatti, numerosi pazienti che si rivolgono al reparto diretto dal primario Riva.

sanità@varesenews.it


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