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Varese - La Sars inizia a fare paura. L'allarme legato soprattutto alla presenza di Malpensa
Polmonite atipica: l'Asl punta sulla prevenzione 

(7 aprile 2003) Pericolo concreto non c'è. Ma la "psicosi meningite" insegna: mai più impreparati. Così l'Azienda Sanitaria locale ha diramato una nota a tutti i medici di medicina generale dando le indicazioni su come comportarsi nei casi di episodi sospetti e, soprattutto, quali consigli dare a chi si preoccupa. Nonostante i focolai siano lontani, la presenza sul nostro territorio dell'aeroporto di Malpensa induce ad alzare la soglia di attenzione: « Come azienda sanitaria - spiega il direttore sanitario Fabio Banfi - la nostra attenzione è massima per tutto il campo delle malattie infettive. Grazie alla collaborazione con i responsabili delle infettivologie di Varese e Busto, abbiamo realizzato una nota informativa organica che fornisce una dettagliata analisi della situazione. Speriamo che servirà solo come arricchimento culturale del personale medico, ma in un periodo di "globalizzazione microbica" legata a Malpensa, non possiamo abbassare il livello di guardia».

E i problemi per i medici di famiglia, in effetti, ci sono già. Nonostante la "Sars" per ora sia un fenomeno più che altro mediatico, in molti si rivolgono al proprio medico: «Sono soprattutto i viaggiatori o quanti hanno avuto contatti con viaggiatori o asiatici - spiega Filippo Bianchetti, medico di base - Secondo me il rischio è inferiore a quello che si corre se si viaggia per cinquanta metri in auto senza cintura . Ciononostante, il nostro consiglio, per quanti ritengono di essere stati esposti ad un presunto contagio, è quello di controllare lo stato di salute generale: malessere diffuso, unito a tosse e febbre non sono da sottovalutare. Come spesso capita, i sintomi non sono immediatamente "esplosivi". Quindi l'invito è quello di rivolgersi al proprio medico curante e di indossare la mascherina. In presenza di difficoltà respiratorie, meglio un ricovero in ospedale. Comunque, è bene sottolineare che la mortalità, stimata a livello mondiale, è del 3-4%».

La parola d'ordine, dunque, è prevenire per non creare allarmi ingiustificati come nel recente caso della meningite: «Questa è la nostra politica - conclude Banfi - abbiamo infatti l'intenzione di organizzare un momento formativo diretto ai medici di base su tutte le questioni infettive».

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