Varese
- Attivo due
pomeriggi al mese, vuole diventare un supporto per quanti
affrontano quotidianamente la malattia
Uno sportello
psicologico per i genitori di giovani diabetici
(4
aprile 2003) Una psicologa per aiutare chi si confronta
quotidianamente con il diabete. L'iniziativa è partita il
mese scorso all'ospedale Del Ponte di Varese. «Era
un'esigenza sentita dalle famiglie dei piccoli pazienti -
spiega Alessandro Salvatoni, pediatra e diabetologo (nella
foto) - e così
abbiamo attivato questo sportello che, due venerdì al mese,
assicurerà una consulenza psicologica soprattutto ai
genitori».
Lo sportello è stato aperto grazie all'intervento del
Comitato Tutela del Bambino in Ospedale che si è assunto
l'onere economico. Aiutare diabetici e genitori è basilare
per far superare tutte le difficoltà : «Il diabete è una
malattia cronica - spiega il professor Salvatoni - che
impone quattro o cinque punture di insulina al giorno, una
dieta costante, insomma regole abbastanza ferree. Ottenere
collaborazione nel seguire il modello di vita richiesto è
già un ottimo risultato per la terapia».
Ad ascoltare i problemi sarà Valeria Pompili, psicologa che
ha già collaborato con i medici della clinica pediatrica in
occasione dei campi estivi. «Il momento più difficile per
gestire la malattia - spiega la dottoressa Pompili - è
l'età adolescenziale. È la fase del distacco dalla
famiglia, dell'autonomia e convivere con una patologia che
ti impone un certo rigore è una costrizione». La novità
dello sportello, che si affianca al servizio di consulenza
della dottoressa Potito adolescentologa, è quello di
rivolgersi esclusivamente ai genitori: «Le fasi delicate
sono in realtà due - racconta la psicologa- quella della
scoperta della malattia, che in genere avviene in tenera
età per cui sono proprio i genitori a dover essere
supportati nell'accettazione prima e nei cambiamenti di
stile di vita poi, e l'età dell'adolescenza. In questo
secondo caso, noi accentuiamo il distacco tra genitori e
figlio. Padre e madre devono seguire un percorso autonomo,
in cui devono imparare nuovamente a rapportarsi con il
ragazzo o la ragazza. Il messaggio che si vuol far passare
è che hanno un figlio con il diabete e non un figlio
diabetico».
Il nuovo sportello si inserisce in un progetto che il
professor Salvatoni ha avviato da tempo e che mira al
coinvolgimento dei diabetici nella società: «Il diabetico
deve capire che la sua non è una malattia invalidante. Che
non si può trinceare dietro questo problema per motivare la
propria frustrazione. Il diabetico, se si attiene ad alcune
regole, può condurre la vita esattamente come gli altri.
Anche la società deve imparare a sapere che non è una
malattia terribile, infettiva, temibile. E i genitori devono
capire che la pietà non può esistere». Da tre anni, il
professor Salvatoni organizza campi estivi in barca a vela
per insegnare a vivere senza drammi e angosce: «Un ragazzo
diabetico consapevole sarà un uomo diabetico integrato e
normale. Non si deve mentire o tenere segreta la malattia:
non c'è nulla di che vergognarsi. In caso di crisi,
inoltre, la conoscenza da parte di chi ti circonda permette
un intervento immediato e sicuro».
Lo sportello psicologico, lo ripetiamo, è attivo due
venerdì pomeriggio al mese, in concomitanza con
l'ambulatorio diabetico dell'ospedale Del Ponte.
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