Varese
- Un fisico
perfetto non è solo una questione estetica. Ne parliamo con
Filippo Bianchetti, medico di medicina generale
Diete facili e veloci:
con quali conseguenze?
(4
aprile 2003) Tempo di primavera, tempo di cambiamenti. Si
avvicina la bella stagione e come ogni anno si moltiplicano
i messaggi pubblicitari che invitano a provare diete
miracolose per perdere peso velocemente e senza problemi.
Non sempre, però, calo di peso significa benessere,
soprattutto mentale. Anzi. «In genere chi ascolta questi messaggi è chi sta
già troppo attento al problema, per cui non ne ha
bisogno». Il dottor Filippo Bianchetti, medico di medicina
generale, ritiene che l'argomento sia sottovalutato, almeno
dal punto di vista dei supporti sanitari del territorio: « A Varese c'è un ambulatorio per persone
obese ed uno per i disturbi alimentari che fanno capo all'ospedale.
Dai giornali ha saputo di un altro servizio istituito
dall'Asl con sede a Tradate. Questi servizi, però, sono
poco conosciuti e sotto utilizzati (quanti sono i potenziali
utenti? perchè così poca attenzione nella nostra zona, in
tutti questi anni?). La questione dell'alimentazione e delle
frustrazioni che si riversano sul cibo - ne è un esempio il
lattante per il suo rapporto con il seno materno - merita una
riflessione da cui, caso per caso, possano emergere
indicazioni fondamentali su alcuni aspetti del nostro modo
di vivere e della nostra salute, specie quella psichica. La tendenza, però, è quella di considerare
"la linea" un mero fatto estetico senza alcun
legame con malattie e rischi. Allora si moltiplicano i sistemi
"fai da te", uguali per tutti, come se a tutti
dovesse andar bene lo stesso vestito. Se poi sul prodotto dietetico compare
la dicitura "naturale" , ci si mette quasi il
cuore in pace, ignorando che in natura esistono sostanze
molto più tossiche di quelle chimiche. Io ritengo che una
campagna pubblicitaria seria debba far sempre riferimento
anche al medico curante».
Ma per rientrare nel peso, quindi, cosa fare?
«Io diffido del "tutto e subito" - commenta il dottor
Bianchetti - in questi casi, faccio sempre l'esempio
del pallone da calcio: se lo fai cascare dall'altezza del
petto, ti rimbalza fino alla vita, se lo appoggi per terra,
questo rimane lì. E così è la dieta: se la fai brusca,
il rimbalzo del peso è quasi assicurato con un colpo terribile
per il morale. Al contrario, se si procede per piccoli passi si riesce a
mantenere il vantaggio acquisito. Io ritengo che le persone
obese debbano perdere un paio di chili al mese. Di solito,
poi, il vero calo di peso è legato a sostanziali modifiche
del proprio stile di vita: nuovo lavoro, trasferimento,
matrimonio, lutto. È la spinta emotiva ad incidere realmente sul fisico. Molto
dipende dalla mente: ecco perché reputo che questo sia un
settore proprio della medicina generale, che per sua natura
considera la prospettiva storica della persona, e mira a
risultati strategici, quelli che non si possono ottenere subito e senza sforzi. Questo,
secondo me, andrebbe detto soprattutto ai giovani che sono i
pazienti meno pazienti».
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