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Varese - Il modello sanitario lombardo ancora sotto accusa. La Federazione Sindacati Indipendenti preoccupata per la fuga del personale dagli ospedali pubblici: «Situazione gravissima a Luino, ma anche Busto e Gallarate fanno fatica»
Ospedali pubblici penalizzati dalla concorrenza 

(24 aprile 2003) Tagli, ridimensionamenti, numero limite di prestazioni. La sanità sta attraversando un periodo difficile. Con le antenne ben ritte sono soprattutto i sindacati, preoccupati per il livello occupazionale. Ma non solo: «In corsia serpeggia il malumore - afferma Antonio Negro, segretario provinciale della federazione Sindacati Indipendenti - il personale è costretto a turni massacranti e non vede prospettive per il futuro. Si sta perdendo quel clima di armonia determinante per la degenza del paziente. La situazione più preoccupante si registra all'ospedale di Luino (nella foto) dove tutta l'area chirurgica è in emergenza. Da tempo noi denunciamo questa situazione, ma ci ritroviamo soli, senza l'appoggio dei sindacati confederali o dei partiti politici. Si sta attuando una lenta politica di svuotamento dei presidi:  senza incentivi o assicurazioni il personale se ne va. La carenza di dipendenti porta a chiudere o accorpare unità operative, abbassando di fatto l'offerta sanitaria. Chi ha urgenza si trova costretto a scegliere altri ospedali».

La situazione riguarda soprattutto il personale infermieristico e quello tecnico: «Ad aggravare la situazione anche la concorrenza pubblico- privato. C'è un fiorire di strutture sanitarie private che allettano il personale con contratti più favorevoli, a fronte di un blocco delle assunzioni nel pubblico. Molti sono portati o a chiedere il part time, per svolgere altre attività nel tempo libero, o a licenziarsi per passare al privato. L'emorragia sembra inarrestabile e le direzioni delle aziende ospedaliere pubbliche devono fare i salti mortali per mantenere il livello dei servizi. Ma a Gallarate, per esempio, il Pronto Soccorso mostra segni evidenti di sofferenza. A Busto è la radioterapia sotto pressione per una fuga del personale. Alcune chirurgie stentano a lavorare. Qualcuno dovrebbe spiegare dove potrà andare la gente quando chiuderanno i pronto soccorso perché non ci sarà più personale tecnico per fare una radiografia».
Una visione terroristica? «Noi non vogliamo allarmare eccessivamente - prosegue Negro - ma la legge lombarda, i cui scopi erano nobili, ha avuto un'applicazione difettosa: l'ospedale pubblico non è stato messo in grado di competere».

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