Busto
Arsizio
- Incontro
con Pietro Zoia, da tre mesi alla guida dell'azienda
ospedaliera di Busto Arsizio. Il segreto di un buon ospedale
sta nel personale preparato e motivato
Ospedali di qualità
per non perdere la fiducia del paziente
(2
aprile 2003) La sanità attraversa acque burrascose. Le continue
notizie sulle casse vuote e sulla necessità di risparmiare stanno
incrinando il rapporto tra paziente e universo sanitario.
Pietro Zoia (al centro
della foto), da tre mesi
direttore generale dell'azienda ospedaliera di Busto, è cosciente
del terreno difficile su cui si deve muovere. Ma ha una certezza:
«Il rapporto ospedale/paziente non si perderà. Riusciremo a
mantenere la fiducia nella struttura e nei tanti professionisti
che vi operano. Il segreto è puntare sulla qualità». Ed in
effetti, la prima iniziativa assunta da Zoia ha riguardato
le risorse umane: «Ho trovato un'azienda ricca di
professionalità - afferma Zoia - con personale impegnato e
motivato. E questa situazione è presente in tutti e tre gli
ospedali che fanno capo all'azienda. Per noi, la preparazione e la
motivazioni de chi lavora è la prima preoccupazione ».
Questo
è il pregio, ma ci saranno anche punti deboli in quest'azienda?
«Il mio sforzo maggiore sarà nella direzione di cerare maggiore
sinergia tra i tre presidi. Ho trovato gli ospedali buoni ma poco
integrati. Ci si dovrà sforzare di rendere le tre realtà parti
di un unica realtà»
Il
che vuol dire che si differenzierà l'offerta dei singoli plessi,
specializzandoli in differenti aree?
«Assolutamente no - risponde secco Zoia - sicuramente
rispetteremo la vocazione storica delle tre realtà. Ma ognuna
manterrà tutti i servizi che la popolazione si aspetta di
trovare. Busto, Saronno e Tradate manterranno tutti i reparti
necessari per aiutare la cittadinanza».
La
concorrenza con il privato accreditato oggi e domani con le
strutture ospedaliere dell'Unione Europea ( dal prossimo anno
verrà liberalizzata la scelta dell'ospedale in tutta l'Unione)
vi imporrà strategie per sopravvivere.
«Si sopravviverà e si vincerà solo se si punta sulle
professionalità . Come ho già detto all'inizio, il valore lo
danno unicamente gli uomini. Quindi oggi Busto è conosciuta in
tutt'Italia per la radiologia e per l'altissima tecnologia di cui
disponiamo. Ma il segreto sta anche nella motivazione personale
dei professionisti che vi operano. E noi punteremo proprio sulla
qualità».
Ma
i budget sono ormai risicati e qualche scelta dovrete per forza
farla.
«I posti letto rimarranno invariati. E questa è una certezza.
Poi, è chiaro che abbiamo individuato modelli per razionalizzare
il servizio senza perdere la qualità. Entro l'anno esporteremo
anche negli ospedali di Busto e Saronno il modello che abbiamo
sperimentato per alcuni mesi a Tradate. L'abbiamo chiamata "Week
hospital": le operazioni delle aree chirurgiche vengono
effettuate all'inizio della settimana, così il paziente viene
dimesso il venerdì. Per far ciò abbiamo rivoluzionato gli orari
di utilizzo delle sale operatorie: non più le consuete 6 ore.
Chiaramente, ciò vuol dire una riorganizzazione del personale
medico e infermieristico, chiamato a lavorare di più nel corso
della settimana e a recuperare nel week end. La sperimentazione ha
dato risultati ottimi. Sia chiaro che questa procedura non
riguarda i casi più gravi, complessi, per i quali rimane in
vigore il consueto modello.
Da
cosa le deriva la sicurezza che la sua azienda manterrà un
rapporto di fiducia con la popolazione?
«Perchè noi curiamo la persona malata e non la malattia. Abbiamo
professionisti che hanno a cuore solo l'uomo».
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