Varese
- Lo scavo per il
nuovo ospedale procede al rallentatore. Il mese scorso si
sarebbero dovute gettare le fondamenta. Ma le ruspe stanno
ancora lavorando.
Nuovo
ospedale:
perché tanto ritardo?
(10
aprile 2003) Un mese di stop. Poi i lavori riprendono. A
ritmo rallentato. Ma cosa succede nel cantiere
dell'ospedale? Perché le opere di costruzione, che
avrebbero dovuto iniziare il mese scorso, sembrano ancora
lontane nel tempo?
Un enorme montagna di terra è parte della spiegazione. I
210 mila metri cubi di terra che lo scavo sta producendo non
si sa più dove andarli a smaltire. Fino a 70 mila metri
cubi è andato tutto bene. Poi le cave si sono riempite e
sul territorio non è emerso un altro luogo pronto ad
accogliere la terra dello scavo. Una ricerca affannosa non
ha dato risultati. Così si è pensato di tamponare la
situazione uscendo dalla provincia. Attualmente i camion
arrivano fino ad Oleggio, nel novarese, percorrendo oltre 70
chilometri. Così i lavori risultano rallentati: invece di
duemila metri cubi al giorno, se ne riesce ad estrarre la
metà, in attesa che qualche soluzione emerga, comunque con
i tempi lunghi che la trafila burocratica richiede. Ora il
tabellino di marcia prevede che si gettino le fondamenta tra
tre quattro mesi. Ma lo slittamento potrebbe essere anche
maggiore.
Ad
allungare, e questa volta a tempo indefinito i lavori,
sarebbe anche una querelle in atto tra azienda ospedaliera e
consorzio 4C, che si è aggiudicato l'appalto. Alla base una
questione monetaria: il terreno si è rivelato più duro di
quello che ci si aspettava, per cui si sono dovute adottare
alcune misure ulteriori rispetto a quelle previste
dall'accordo. L'azienda ospedaliera, però, non ne
vuole sapere di rivedere il dato economico: la questione è
legata ad un'attività non concordata, uno scavo più
profondo di due metri e mezzo rispetto al progetto.
Attualmente è una battaglia tra legali con lo spettro di
una svolta giudiziaria. Ciò vorrebbe dire uno stop
definitivo ai lavori almeno di un paio di anni. Con buona
pace dei varesini, a cui da mesi si chiede la pazienza nel
nome della nobile opera. Problematica sin dalle origini.
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