Tradate
- Il direttore
generale Pietro Zoia ha presentato anche il nuovo
responsabile del laboratorio analisi e annuncia la creazione
di punti prelievo dislocati sul territorio
Brunella Mazzei nuovo
direttore medico del
Galmarini
(1
aprile 2003) Proseguono
i riassestamenti organizzativi negli ospedali dell'Azienda
Ospedaliera di Busto Arsizio. Martedì mattina è infatti
stato presentato il nuovo direttore medico del presidio di
Tradate, Brunella Mazzei, e il nuovo responsabile del
laboratorio analisi, Giuseppe Maurizio Catanoso.
«Con
queste nomine confermiamo la nostra intenzione di
valorizzare maggiormente gli ospedali di Saronno e Tradate»
ha spiegato il direttore generale Pietro Zoia. Infatti, fino
a qualche mese fa, vi era un direttore medico per entrambi
gli ospedali, mentre Zoia aveva garantito che nei presidi
dell'Azienda non vi sarebbero più dovute essere doppie
cariche negli ospedali. «La dottoressa Mazzei si occuperà
solo dell'ospedale di Tradate - ha spiegato Zoia che nella
sua carriera aveva già lavorato con il nuovo direttore
medico al Santa Corona di Garbagnate - sono contento che la
collega abbia accettato questa sfida». «Metterò
tutto l'impegno necessario perché l'ospedale venga gestito
al meglio - ha spiegato la Mazzei (foto
a destra) - Adesso
dovrò prendere
visione e conoscenza di una realtà che non conosco come
quella di Tradate, così mi farò un'idea migliore su come
operare». Il neo direttore medico, prima donna a Tradate a
ricoprire questo ruolo, è specializzato in igiene e
medicina preventiva ed ha lavorato all'Azienda Ospedaliera di Legnano e
al San Carlo Borromeo di Milano. Il
dottor Catanoso
(foto a sinistra), invece, sostituisce alla guida del
laboratorio analisi il dottor Caielli, da quasi vent'anni al
Galmarini. «È il reparto che più si confronta con il
pubblico e che svolge un lavoro di immagine estremamente
importante - ha spiegato Catanoso, specializzato in
Biochimica e chimica clinica, precedentemente impiegato a
Busto Arsizio - Il laboratorio analisi è in continuo
sviluppo e si va verso test sempre più importanti e
utili». «Sviluppo significa la possibilità di creare
punti prelievo sul territorio differenti dall'ospedale - ha
concluso Zoia - Siamo in un periodo delicato in cui ognuno
deve dare il 120 per cento di quel che può. La prima cosa
è quindi mettere tutti in condizione di poter lavorare,
lavorare e lavorare».
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