Castellanza
- La
clinica Mater Domini ha aperto un ambulatorio integrato per
rendere più efficaci diagnosi e cura nell'infertilità di
coppia
Un Infertility Point
per combattere l'infertilità
( 25.07.2007
) Presso l’Istituto Clinico Mater Domini di Castellanza è
operativo dalla metà di settembre un nuovo Ambulatorio
Integrato Polispecialistico per l’Infertilità di Coppia,
l’Infertility Point, in cui entrambi i partners sono
valutati da un’équipe di andrologi, ginecologi e
sessuologi per accertare le origini del loro problema.
La filosofia che anima questa iniziativa è innovativa e
trova riscontro in pochi centri in tutta Italia: curare la
coppia infertile, tenendo in considerazione le peculiari
condizioni fisiche e genetiche dell’uomo e della donna che
in relazione tra loro determinano uno specifico livello di
fertilità di coppia, da valutare caso per caso.
I vantaggi
dell’Infertility Point sono perciò offerti dalla
possibilità per la coppia di essere sottoposta a
valutazioni clinico-diagnostiche complessive ed esaustive in
un’unica visita specialistica, senza perdite di tempo,
fattore così critico lungo il percorso verso la ricerca di
un figlio, con la sicurezza di una diagnosi precisa.
Al contrario, nella maggioranza dei casi l’approccio di
cura è tuttora individuale, focalizzato cioè sulla
diagnosi e sul trattamento della donna o alternativamente
dell’uomo con una successione di visite e terapie svolte
in momenti diversi.
In un unico
incontro, che si svolge alla presenza di entrambi i partners,
la coppia viene assistita congiuntamente da un andrologo ed
un ginecologo. Innanzitutto, si provvede ad effettuare un’"anamnesi
coniugale" e sessuale, ovvero una raccolta di
informazioni generali relative alla coppia nel suo
complesso.
Quindi, i partners sono visitati separatamente ma
contemporaneamente e sottoposti ad un’indagine ecografica
specifica dell’apparato riproduttivo, ossia una
valutazione clinica di primo livello.
Infine, gli specialisti si riuniscono ancora una volta per
incontrare la coppia e stabilire quali ulteriori esami di
approfondimento (es. prelievi sangue o liquido seminale)
debbano essere eventualmente effettuati per arrivare alla
precisa diagnosi dell’infertilità e decidere la linea
terapeutica definitiva.
«Questa
sembra essere oggi la metodica di cura destinata a dare i
migliori frutti: basti pensare che è generalmente accertato
che circa il 20% dei casi di infertilità al mondo sono
riconducibili a fattori combinati maschili e femminili e ben
il 15% da cause inspiegabili». spiega il dr. Paolo Broggini,
l’andrologo che insieme al collega dr. Piero Bono, alla
dr.ssa Susanna Martignoni e alla dr.ssa Paola Porretti,
ginecologhe, esercita presso l’Ambulatorio.
«Una
coppia scopre di essere infertile quando non riesce a
concepire un figlio dopo 12-18 mesi di rapporti sessuali
regolari non protetti. Il problema interessa più facilmente
coppie in cui la donna ha un’età media superiore ai 35
anni» aggiungono la dr.ssa Martignoni e la dr.ssa
P.Porretti.
Numerose le cause che combinate tra loro possono determinare
l’infertilità: l’età dei coniugi, i fattori genetici
legati ad alterazioni dei cromosomi degli aspiranti
genitori, lo stile di vita (consumo di alcol, fumo, lo
stress, l’esposizione ad agenti inquinanti).
In Italia, l’età delle donne al primo tentativo di
gravidanza (circa 30 anni su una media UE di 29 secondo dati
ISTAT) contribuisce spesso a rendere più difficile la
maternità o l’eventuale percorso terapeutico in caso di
infertilità accertata. È perciò evidente come queste
prerogative individuali possano interagire, determinando
così il livello di fertilità di ogni singola coppia.
L’Infertility Point mette a disposizione dei pazienti
anche un servizio di psicoterapia di coppia di cui è
responsabile il dr. Enrico Tosca, psicologo sessuologo, per
sostenere gli aspiranti genitori lungo un cammino che può
essere logorante e far emergere problematicità nel rapporto
tra i coniugi.
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