Varese
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Iniziati i lavori di copertura della facciata con blocchi in
cotto. A primavera il primo trasloco della medicina legale.
Rotasperti: «La cittadella della salute è un'opportunità
unica»
Il nuovo ospedale si
colora di rosso
( 25.07.2007
) Il nuovo ospedale di Varese diventa più vicino. Con la posa della
copertura in cotto, parte della facciata comincia ad
acquistare la fisionomia definitiva. È un altro traguardo
che il direttore generale dell'azienda ospedaliera varesina
Roberto Rotasperti sottolinea con un certo orgoglio.
Attualmente i lavori sono proprio all'inizio e stanno
interessando il padiglione che ospiterà la medicina legale,
la prima ad essere inaugurata già la primavera
prossima.
I
lavori procedono a pieno ritmo e, dopo il traguardo dei 9
piani raggiunto nell'agosto scorso, ora gli sforzi si
concentrano sul Pronto Soccorso e sul completamento
dell'opera muraria.
Accanto ai lavori edili, procedono a pieno ritmo anche gli
incontri del comitato tecnico con i primari delle singole
unità per mettere a punto la realizzazione dei
reparti.
E mentre il nuovo ospedale sembra ormai procedere
speditamente, monta la questione sull'ipotetica
"cittadella della salute", l'idea di concentrare
nei padiglioni dell'attuale Macchi che verranno liberati,
tutti i servizi medici dislocati in città. Sulla questione
sono intervenuti già esponenti del mondo politico ed
istituzionale. La questione arriverà quanto prima in
consiglio comunale, sede naturale di questo tipo di
discussione, visto che gli immobili inutilizzati
dall'azienda ospedaliera potrebbero essere alienati
comportando modifiche sulla destinazione d'uso di parti
consistenti della città, si pensi al Del Ponte o alla
palazzina di via Monterosa, o alla struttura di
Velate.
Della
questione si occuperà anche il presidente della Regione
Formigoni che ha annunciato l'istituzione di un tavolo
tecnico.
«La posizione dell'ospedale è nota ed è stata ribadita
anche l'altro giorno dal Collegio Direttivo composto da 13
primari - spiega Rotasperti - Per noi il miglior assetto
organizzativo è quello di avere raggruppato in un solo
luogo tutti gli ambulatori e i reparti medici. Il Del Ponte,
per esempio, è un'anomalia: due strutture così vicine sono
poco razionali. Una volta liberati i padiglioni del Macchi,
ci sarà spazio per accorpare tutto, con grandi vantaggi
anche dal punto di vista medico»
Ma
gli spazi saranno adeguati per ospitare tutte le strutture
attualmente esterne?
«Non ho ancora fatta una precisa verifica tecnica. Ma se
pensiamo che il volume attuale del Macchi è sei volte
superiore al Del Ponte, che, oltretutto, attualmente viene
sfruttato al 50%...»
E
pensare ad un albergo/alloggio per i parenti dei ricoverati?
«Non è compito di un ospedale risolvere il problema dei
parenti. Noi potremmo spenderci a favore di
quest'iniziativa, ma poi ci vorrebbe un ente esterno per
gestirlo».
La
cittadella della salute,dunque, sarà una delle questioni di
cui si sentirà parlare parecchio in futuro, ma speriamo in
termini solo costruttivi.
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