Varese
- A tre
anni dall'avvio di un progetto all'avanguardia in Italia,
l'Azienda sanitaria ha lasciato "svanire"
l'assistenza a rete per i giocatori patologici. Preoccupati
i famigliari delle vittime che si affidano ai gruppi di
auto-aiuto
Gioco d'azzardo, a
Varese non si cura più
( 25.07.2007
) Varese era stata una città pioniere. Aveva capito che si
doveva puntare su un settore della "dipendenza"
fino a quel momento sottovalutato: la
dipendenza da gioco d'azzardo.
L'Azienda sanitaria locale vi aveva investito fondi e
professionalità. Tanta competenza aveva ottenuto
riconoscimenti a livello nazionale e persino
internazionale.
Oggi di quell'organizzazione a rete sul territorio non
rimangono che scarse e slegate testimonianze, incapaci, per
lo più, di intercettare la grande, enorme richiesta che il
nostro territorio presenta.
A lamentarsi di una situazione ormai allo sfascio sono
soprattutto i famigliari dei giocatori, coloro che
quotidianamente vivono a contatto con persone totalmente
irretite dal "guadagno facile". Molte sono donne,
con figli piccoli, ma anche mariti e genitori. Ogni giovedì
si ritrovano a Busto Arsizio per darsi una mano,
incoraggiarsi a vicenda, condividere esperienze. Sono circa
una decina che si vanno a sommare ai giocatori che due volte
alla settimana, il lunedì e il giovedì sempre a Busto,
aderiscono al gruppo di auto- aiuto dei giocatori anonimi:
«Il gioco patologico non esiste - commenta con amarezza uno
di questi famigliari alla ricerca di una soluzione - Viene
considerato solo un vizio. E non poteva essere altro che
così, visto che lo Stato ci guadagna. Ha un introito dalle
scommesse sui cavalli, sui proventi del casinò, sui
tagliandi del superenalotto e, ora, anche sui video poker.
Abbiamo chiesto spiegazioni all'Asl e ci è stato risposto
che non c'erano i fondi per sostenere quest'attività
residuale».
Così,
mentre in tutt'Italia si accende l'attenzione su di un
fenomeno preoccupante messo in luce dall'ultimo rapporto di Unipol
e a Pavia l'Asl ha annunciato
che attiverà un osservatorio in seguito ai
risultati di un indagine che ha fotografato la situazione
della popolazione (4500 casi pari all'1,1% dei residenti), a
Varese l'esperienza pubblica svanisce e lascia il posto alla
buona volontà dei privati.
Oltre al gruppo dei giocatori anonimi, in provincia è nata
l'Associazione AND - Azzardo e Nuove Dipendenze organizza un
corso di formazione per preparare volontari da inserire in
un’attività legata a un centro per l’ascolto telefonico.
Le
lezioni si svolgeranno in due edizioni parallele una a Varese
(4 ottobre – 22 novembre) e una a Samarate (dal 6
ottobre al 24 novembre). Informazioni e iscrizioni:
Associazione AND via L.Da Vinci 7 GALLARATE tel. 339 3674668
e.mail: azzardo.nuovedipendenze@virgilio.it
oppure roberta.smaniotto@tin.it.
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