Varese
- Quale
modello di sanità europeo? Se ne parla in un workshop che
vede riuniti a Villa Recalcati i rappresentanti delle
principali associazioni di categoria dei medici ospedalieri
Sanità
comunitaria: la strada è lunga
(25.07.2007) La strada di una sanità europea è ancora lunga. Ne sono
convinti i rappresentanti delle due principali single dei
medici ospedalieri europei, riuniti a Varese per parlare di
nuovi modelli di cura nell’ospedale comunitario.
Lentamente si sta costruendo una società allargata, una
comunità di Stati indipendenti che adottano modelli unici
per regolamentare i vari aspetti della vita quotidiana.
La sanità, però, è uno dei tasselli che ancora non si
riesce bene ad incastrare nel mosaico della grande Europa e
che l’allargamento a 25 ha contribuito a complicare.
I modelli contrapposti sono tanti e tutti apparentemente
efficaci a risolvere i problemi che, quelli si, sono
assolutamente condivisi.
La libertà di movimento e l’abbattimento delle frontiere,
per esempio, ancora è lungi dall’interessare i pazienti
alla ricerca di risposte mediche adeguate. Si parla del 2005
come di una data importante, da questo punto di vista, anche
se gli operatori italiani si dimostrano scettici visti i
problemi finanziari che gravano le casse dello Stato .
E sono proprio i problemi economici alla base dei più
ostici ostacoli da superare: qualsiasi modello si delinei,
poi si dovrà adattare alle scelte interne di ogni singolo
paese che destina una percentuale del Pil a seconda del
proprio indirizzo politico. “In Norvegia – interviene un
ginecologo di Oslo – e in gran parte dell’Europa abbiamo
raggiunto un livello qualitativo di prestazioni che qualche
decennio fa ci sognavamo. Ma il progresso ha un costo e
qualcuno deve pagare” .
Il mondo occidentale dibatte sulla bontà del modello
assicurativo o di quello pubblico, del meccanismo
dell’accreditamento, ma
ancor una risposta è lungi dall’essere condivisa.
A complicare il settore, afferma Maurizio Dal Maso
vicepresidente Fems, intervengono le rivalità interne tra
medici e specialisti, le diffidenze che portano ad isolarsi
nella propria torre invece che aprirsi e collaborare.
Tante le questioni sul piatto che i medici intervenuti alla
due giorni di incontri dovranno sviscerare per porre le basi
di una risposta condivisa, che dalla base raggiunga
i disegnatori dell’Europa di domani.
|