Gallarate
- Il direttore
generale Giovanni Rania parla dei cambiamenti avvenuti negli
ultimi anni e delle prospettive di crescita degli ospedali
di Gallarate, Angera e Somma
Azienda ospedaliera di
Gallarate: sana e vitale in tutti e tre i plessi
(26
marzo 2004) Tre ospedali. Due moribondi e sul punto di
chiudere. A distanza di 6 anni lo scenario è completamente
cambiato: una razionalizzazione dei servizi diagnostici,
terapeutici e riabilitativi, un'ottimizzazione delle risorse
umane e finanziarie e una distribuzione a rete delle
competenze è stata la soluzione vincente per veder
rinascere gli ospedali di Angera e di Somma Lombardo. Il
direttore generale dell'azienda ospedaliera di Gallarate
Giovanni Rania si volta indietro e spiega, con una punta
d'orgoglio, i risultati raggiunti in questi anni, risultati
che hanno ricevuto anche il plauso della Regione: «Non solo
conti economici in ordine. ma anche qualità delle
prestazioni» fa notare Rania. Così, quello che era il
moribondo nosocomio sulle rive del lago Maggiore, oggi è
tornato ad essere punto di riferimento del territorio
soprattutto nel campo materno infantile, con un'escalation
di parti impressionante dal centinaio del 1998 ai 450 di
oggi. Ad essere potenziate sono state anche la chirurgia,
specializzata soprattutto nel settore laparoscopico, e la
medicina, che ha visto arrivare un esperto patologo:
«Abbiamo avviato un progetto in collaborazione con l'Asl
un'attività di screening per i tumori al fegato». A
completare le innovazioni importantile recenti acquisizioni
nel campo diagnostico, con l'arrivo di una Tac di nuova
generazione che va ad affiancarsi a quella già presente,
oltre all'acquisto di un ecografo: «Per completare la
crescita del plesso - conclude Rania - manca ancora un
investimento ulteriore per incrementare la riabilitazione
estensiva in campo chirurgico e medico. E, soprattutto, la
trasformazione del Punto di primo intervento in Pronto
soccorso, ormai la nostra scommessa più importante».
Anche Somma, che fino allo scorso anno era dato per
spacciato, torna a convincere la popolazione di riferimento
con una serie di competenze specifiche: « Questo ospedale
è diventato il polo centrale del Day Hospital. Inoltre
stiamo operando una profonda trasformazione dei posti letto
che diventeranno a destinazione riabilitativa intensiva ed
estensiva in campo motorio, cardiologico e respiratorio.
Destineremo 5 posti letto alle cure palliative e cure
intermedie che coinvolgono ospedale, distretto sanitario e
medici di medicina generale. Mentre la medicina ospiterà un
centro per lo scompenso arterioso, unico per il territorio.
infine aumenteremo i posti letto nel settore psichiatrico
portando a venti i posti del CRT».
Polo centrale dell'azienda rimane comunque Gallarate, che è
in fase di espansione con gli ulteriori finanziamenti appena
approvati dalla Regione: il completamento del padiglione
Trotti Maino dove troveranno posto i reparti maternità e
odontostomatologia, oltre alla radiologia: «Quei
trasferimenti ci daranno l'opportunità di allargare altri
reparti e di avviare nuove iniziative come l'istituzione di
21 posti letto riabilitativi nei settori oncologico e
neurologico. Potenzieremo ulteriormente il centro di
recupero sclerosimultipla di cui vantiano una competenza
storica. L'innovazione a cui tengo di più - precisa Rania -
sarà l'apertura di una "Stroke unit" una sorta di
reparto multidisciplinare per curare pazienti colpiti da
ictus cerebrale, un servizio che sul nostro territorio non
esiste.
Il direttore generale finisce la sua carrellata con le liste
d'attesa: «Siamo in linea con i tempi fissati dalla
regione. Abbiamo solo un paio di criticità, come l'ecodopler
e l'elettromiografia, ma la ragione è dovuta alla mancanza
di alternative sul territorio».
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