Busto
Arsizio -
Inaugurata una nuova struttura per la riabilitazione, al
secondo piano del padiglione centrale
Riabilitazione:
aperto il nuovo reparto. Sei i posti letto in più
( 25.07.2007
) Dalla scorsa settimana l’Unità
Operativa di Recupero e Rieducazione Funzionale può contare
su un nuovo reparto con sedici posti letto, sei in più
rispetto al precedente assetto, situati al secondo piano del
padiglione Centrale, dove ha sede anche la Medicina II.
Prima del potenziamento voluto dall’Azienda, i letti per
la degenza erano collocati nell’Unità Operativa di
Chirurgia Vascolare nel padiglione Polichirurgico, mentre
ora sono stati messi a disposizione, su un unico piano,
nuovi spazi con 8 camere, una palestra, una sala incontro/
pranzo.
La
struttura, diretta dal primario Giovanna Beretta, si occupa
principalmente di disabilità causate da patologie
neurologiche, ad esempio da ictus, o da patologie
ortopediche, come nel caso di intervento per artoprotesi all’anca
o al ginocchio, di artrosi o fratture.
La presa in carico del paziente inizia dalla fase acuta
della malattia e prosegue nel contenimento degli esiti della
patologia fino al reinserimento in un ambiente di vita che
garantisca la massima partecipazione della persona.
L’attività dell’Unità Operativa è affiancata anche da
un ambulatorio, dotato di due palestre, collocato al piano
terra del Padiglione Maternità, dove sono seguiti i
pazienti dimessi o esterni che lì possono effettuare i
trattamenti prescritti. L’Unità, inoltre, lavora in
sinergia con i tutti reparti e può contare su uno staff di
medici, terapisti e infermieri che operano in team secondo
una nuova visione della riabilitazione. Tutte le
professionalità, infatti, entrano in gioco dal momento
della presa in carico del paziente nella fase acuta della
malattia non solo fino al suo rientro a casa, ma anche dopo,
con la prosecuzione dell’attività riabilitativa e con
controlli periodici garantendo così un "continuum
riabilitativo".
«Il
bisogno di assistenza dopo la fase acuta è in aumento,
così come tutte le esigenze inerenti la fase riabilitativa
– spiega la dottoressa Giovanna Beretta –. Pertanto, il
potenziamento dell’Unità Operativa è stato pensato per
dare ad esso una risposta ancor più qualificata, sia dal
punto di vista strutturale sia dal punto di vista delle
risorse umane».
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