Varese -
Nel corso di un convegno dell'Asl sul governo della
spesa pubblica, i medici di medicina generale hanno discusso
del loro ruolo nel sistema sanitario
Sono
i cittadini i responsabili delle
scelte sanitarie
( 25.07.2007
) La spesa sanitaria si dilata. Nei primi quattro mesi di
quest'anno, i costi farmaceutici sono già andati alle
stelle. La Regione corre ai ripari e sul territorio l'Asl
convoca i medici di medicina generale per sensibilizzarli
sul problema.
Il connubio professione e doti manageriali non è di facile
realizzazione per i dottori. C'è chi, come il professor
Armocida ordinario dell'Università dell'Insubria, invita i
colleghi a «fregarsene dei vincoli e a disubbidire» anche
perché, ricorda il docente, «la questione è solo
politica: si può scegliere di acquistare un
cacciabombardiere o di dotare un reparto ospedaliero di attrezzature
d'avanguardia, di andare in guerra o di costruire gli
ospedali, di assumere agenti di polizia per la nostra
sicurezza o infermieri che veglino sulla nostra salute».
È un momento di cambiamento, i progressi tecnologici modificano l'approccio che dal piano scientifico passa a
quello filosofico dove il fine non è più curare ma
prevenire la malattia. E in questo periodo di transizione, i
"medici di base", generalisti della professione,
vivono una crisi d'identità: « La
categoria vive un momento di sconcerto e disagio - spiega
Aldo Pagni, Past Presidente della Federazione Nazionale
dell'Ordine dei Medici - Ci sono stati troppi cambiamenti
repentini che non abbiamo ancora metabolizzato. Tre sono i
nuovi rivoluzionari paradigmi: oggi si parla di salute e
benessere e non più di cura della malattia; l'attività del
medico è diventata la sintesi di una serie di fattori
esterni che alzano la spesa; l'aumento della domanda ha
costretto ad introdurre fondamenti di economia che
costringono il professionista a curare il paziente con un
occhio all'interesse della collettività. Insomma il medico ha
perso la supremazia di un tempo, la padronanza esclusiva
della materia. Oggi si confronta con pazienti consapevoli
che richiedono risposte personalizzate. È chiamato a
mediare consapevolezze e conoscenze. È il cardine ultimo di
un processo che nasce lontano e che arriva a lui blindato».
Nel gioco della parti, i medici diventano una pedina accanto
ai cittadini che hanno diritti ma anche doveri. Devono
controllare la spesa che i cittadini hanno contribuito a
decidere con le proprie scelte politiche: «In
Lombardia avete un modello che ha complicato
la situazione, e quel modello è frutto di scelte politiche.
Il medico non è più controllore ma mediatore degli
interessi tra singolo e collettività. E in questo sistema
di aziendalizzazione della sanità, sta al manager sostenere
e motivare i suoi dipendenti, che sono a stretto contatto
del pubblico».
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