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Saronno - Sabato 22 maggio un convegno all’Istituto Padre Monti organizzato dall’Azienda Ospedaliera "Ospedale di Circolo di Busto Arsizio"
Sanita’ pubblica e diabete: attualita’ e prospettive

( 25.07.2007 ) Analizzare l’organizzazione dell’assistenza diabetologica in Italia: è l’obiettivo del convegno dal titolo "Sanità Pubblica e diabete: attualità e prospettive" che si svolgerà sabato 22 maggio all’Istituto Padre Luigi Monti (via Legnani, 4), un incontro promosso dall’Azienda Ospedaliera "Ospedale di Circolo di Busto Arsizio" – Unità Operativa di Diabetologia di Tradate con il patrocinio dell’AMD, l’Associazione Medici Diabetologi, e la SID, la Società Italiana di Diabetologia.
L’appuntamento si propone come un momento necessario di confronto tra specialisti su una patologia del metabolismo in continuo aumento, con un impatto economico e sociale assai rilevante, alla luce degli interventi assistenziali e clinici e dei principi etici che ad essi sottendono, nonché guardando alle strategie adottate in altri paesi.
«Basti pensare – spiega il dottor Angelo Margiotta, responsabile della struttura semplice di Diabetologia a Tradate e promotore dell’iniziativa – alle complicanze di questa patologia cronica, che in Europa è la prima causa di insufficienza renale e può portare alla necessità per i soggetti che ne sono affetti di sottoporsi a dialisi o, addirittura, a trapianto di rene».

A ciò si devono aggiungere i dati sulla retinopatia diabetica, la principale causa di cecità tra soggetti in età lavorativa in Italia e negli altri paesi industrializzati. Ne soffre, infatti, un terzo dei malati di diabete.
«Visto il costante aumento della patologia – prosegue il dottor Margiotta – e considerato che il 3-5% dei diabetici è affetto da retinopatia ad alto rischio, si può ritenere che dai 60mila ai 100mila cittadini italiani rischiano di perdere la vista se non individuati e curati in tempo».
E l’attenzione non deve calare neanche quando si è in presenza di malattie cardiovascolari associate al diabete, la causa più frequente di ricovero in ospedale per i pazienti diabetici e nel 60-80% dei casi causa di decesso.

E se il convegno vuole essere un momento educativo mirato soprattutto agli addetti ai lavori, gli Ambulatori di Diabetologia e Obesità dell’Ospedale di Saronno e l’ASD, l’Associazione Saronnese Diabetici, hanno deciso anche di organizzare un minicorso per tutti gli interessati, pazienti e famigliari. Il corso si intitola: "A tavola con il diabete.Giocando s’impara". 
Le lezioni (gratuite) saranno due: una teorica, che si svolgerà martedì 18 maggio in sala Morandi alle 20.45, presso l’Ospedale (piazzale Borella, 1), l’altra pratica, in programma giovedì 20 maggio alle 20.30 presso l’istituto delle Suore del Sacro Cuore in via Cavour 52, che metteranno a disposizione degli "alunni" la loro cucina.
Docenti saranno quattro medici degli Ambulatori di Diabetologia e di Obesità, strutture afferenti all’Unità Operativa di Medicina dell’Ospedale di Saronno diretta dal primario dottor Giuseppe Monti: la dottoressa Milena Colzani, responsabile dell’Ambulatorio dell’Obesità, la dottoressa Laura Sali, responsabile dell’Ambulatorio di Diabetologia, il dottor Antonio Troisi e la dottoressa Valeria Vinci.
«Questa iniziativa – spiega la dottoressa Milena Colzani - ha la finalità di fornire le necessarie informazioni che permettano al paziente diabetico e ai suoi familiari di conciliare una sana alimentazione con un’ottima vita sociale. L’Azienda e l’Ospedale, infatti, sono da sempre in prima linea nel trasmettere all’utenza le sollecitazioni che pervengono dal Ministro della Salute circa la necessità di modificare, in presenza di tali patologie, lo stile di vita. Cosa che si può fare attraverso un’alimentazione corretta senza tuttavia l’imposizione di atteggiamenti restrittivi, che possano condizionare in peggio la qualità della vita delle persone affette da diabete».
Durante la prima serata, dunque, verranno date tutte quelle informazioni necessarie per nutrirsi nella maniera più corretta e si farà un breve gioco interattivo per testare le conoscenze acquisite, durante la seconda, invece, i partecipanti si metteranno ai fornelli per una prova pratica.
L’idea del minicorso in collaborazione con l’ASD (via San Giuseppe 36), l’associazione, presieduta da Tamara Grilli Moretti, che da molti anni mette a disposizione le sue volontarie per assistere pazienti diabetici, in particolare quelli anziani, è nata guardando le cifre che caratterizzano l’incidenza di questa patologia, in crescita nel mondo e in Italia.
Nel nostro Paese né è affetta il 5% della popolazione. Ogni anno si segnalano più di 100mila nuovi casi, un trend di crescita che fa prevedere in breve tempo un raddoppio del numero dei malati. In Italia, poi, va ricordato che oltre il 50% dei pazienti colpiti da diabete ha quello di tipo 2, non-insulino-dipendente, spesso conseguenza di obesità e sovrappeso e, quindi, strettamente collegato a scorrette abitudini alimentari e di stile di vita.
«Il diabete – continua la dottoressa Colzani – è una malattia determinata dall’insufficiente produzione (diabete di tipo 1) o difetto di utilizzazione (diabete di tipo 2) dell’insulina, l’ormone prodotto dal pancreas coinvolto nella regolazione del glucosio presente nel sangue. Si tratta di una patologia molto diffusa in quasi tutti i paesi del mondo, specie in quelli altamente industrializzati e, a causa delle gravi e invalidanti complicazioni che ne discendono, costituisce una delle più rilevanti e costose malattie sociali».
Le complicanze croniche di questa patologia sono spesso dovute al mancato controllo dei livelli di glicemia e interessano l’occhio (retinopatia diabetica), il sistema cardiovascolare (ictus cerebrali, infarto acuto del miocardio), il rene (insufficienza renale cronica), la circolazione periferica degli arti inferiori e il sistema nervoso periferico (neuropatia diabetica), nonché la sfera sessuale (impotenza nel maschio).
«Per verificare i livelli di glicemia – conclude la dottoressa Colzani –, è bene fare una volta l’anno gli esami del sangue se si sono superati i quarant’anni o se in famiglia ci sono parenti affetti da questa patologia».
Lezioni di educazione alimentare, ma non solo. C’è da sottolineare anche l’attività degli Ambulatori del presidio saronnese: nel 2003 la struttura di Diabetologia ha erogato 2307 prestazioni ambulatoriali, di cui 154 dedicate all’educazione del paziente diabetico (alimentazione, educazione all’auto-monitoraggio glicemico ed utilizzazione dalla terapia insulinica), mentre l’Ambulatorio dell’Obesità ha effettuato 656 prestazioni ambulatoriali (prime visite e controlli) e 234 prestazioni di terapia psico-educazionale di gruppo per il trattamento dell’obesità e delle patologie del comportamento alimentare. 

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