Varese
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Visita dei sindacati al cantiere del nuovo ospedale dopo
l'incidente che ha coinvolto due operai. Il timore è che in
futuro la soglia di attenzione si abbassi
Sicurezza nel
cantiere, «qualcuno non ha sorvegliato»
( 25.07.2007
) «Sabato mattina qualcuno si è trovato nel posto sbagliato
nel momento sbagliato. Poteva trasformarsi in tragedia» I
sindacati Fillea-Cgil, Filca-Cisl e Feneal-Uil si sono
incontrati oggi al cantiere del nuovo ospedale di Varese per
fare il punto della situazione dopo l'incidente che ha
coinvolto due operai. «Siamo venuti per sensibilizzare i
lavoratori - spiega Simona Ghiraldi, segretario provinciale
della Fillea - Devono metterci grande attenzione a ciò che
avviene attorno a loro. Prima ancora che partisse il
cantiere, abbiamo costituito un tavolo permanente con tutti
i soggetti interessati alla sicurezza per monitorare il
lavoro. Ci sono regole precise, persone incaricate di
monitorare la situazione. Sabato, però, qualcosa è andato
storto».
Sabato mattina alle 8.30 è crollata una soletta o, più
precisamente, i predali sopra i quali viene gettata la
colata di cemento. Il crollo è stato provocato da alcuni
ponteggi collocati in quel punto imprudentemente. «Un
incidente non è mai occasionale - commenta Roberto Pagano
della Filca - qualcuno non ha rispettato le regole e,
soprattutto, chi è preposto al controllo della sicurezza
non era al suo posto. Domani avremo un incontro con
l'azienda, la 4C, con cui cercheremo di capire cosa non ha
funzionato».
Secondo
la ricostruzione avvenuta durante la riunione tra i
sindacati e gli operai, l'incaricato di realizzare il
ponteggio, un subappaltatore, ha scaricato tutto il suo
materiale, del peso di 20 quintali, sopra quei predali. Nel
crollo due dipendenti, di 20 e 39 anni, hanno riportato
delle ferite: il primo è già stato dimesso nella giornata
di sabato, mentre il secondo è ancora ricoverato in
ortopedia dopo aver subito un'operazione.
Dopo il richiamo all'importanza delle regole della
sicurezza, gli operai hanno espresso la loro maggiore
preoccupazione: «I lavoratori ci hanno chiesto di
impegnarci perché la magistratura tolga al più presto il
sequestro della gru incriminata e della zona crollata -
rivela Antonio Massafra della Feneal - si teme che
l'inattività prolungata costringa l'azienda a chiedere la
cassa integrazione».
Lunedì
prossimo si riunisce, come di consueto, il tavolo della
sicurezza: al centro dei lavori l'incidente avvenuto, anche
in vista dell'accelerazione futura dei lavori, quando sul
cantiere non ci saranno più soltanto i 150 operai edili
attuali, ma si incroceranno le tante figure necessarie per
il completamento dell'ospedale: «Tante persone, dipendenti
da piccoli subappaltatori - spiega Pagani - il problema del
coordinamento sarà, allora, determinante. Ci dobbiamo
preparare».
Il timore principale è che in futuro le pressioni per
terminare l'opera nei tempi prestabiliti si moltiplicheranno
e i sei mesi di ritardo accumulati in avvio di lavori
diventeranno un macigno che sbriciolerà ogni attenzione
alla sicurezza.
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