Ricerca
-
Quinta settimana nazionale della Sclerosimultipla
Il ruolo della riabilitazione nella
sclerosi multipla
( 25.07.2007
) La riabilitazione è considerata parte integrante nell’approccio
alla sclerosi multipla in cui l’obiettivo finale è il
miglioramento della qualità della vita della persona
colpita. Si articola in vari ambiti di intervento, non deve
essere considerata sinonimo di fisioterapia, che è solo una
parte del percorso riabilitativo.
Lo scopo primario della riabilitazione è quello di
insegnare alla persona con sclerosi multipla a garantirsi la
massima autonomia e la massima partecipazione possibile alla
vita sociale e lavorativa. Si tratta in sostanza di un
processo di cambiamento attivo di cui la persona è
protagonista. In poche parole la riabilitazione fa in modo
che una "disabilità" non diventi un
"handicap". "L’aumento dell’autonomia, il
reinserimento sociale e lavorativo dovuti alla
riabilitazione, oltre a migliorare la qualità di vita dei
soggetti disabili portano anche ad una riduzione dei costi
sociali della sclerosi multipla che oggi ammontano a 1
miliardo e 600 milioni di euro all’anno – sostiene Mario
Alberto Battaglia, Presidente dell’AISM, Associazione
Italiana Sclerosi Multipla e della sua Fondazione.
La sclerosi multipla comporta una grande varietà di
disturbi che influenzano la qualità di vita di una persona
con SM in diverso modo. Per contrastare al meglio la
varietà di sintomi e le implicazioni sulla qualità della
vita che la malattia comporta è necessario un approccio
riabilitativo. Questo è fondamentale in tutti gli stadi
della sclerosi multipla, da quelli iniziali a quelli
intermedi ed avanzati, nei quali si registra una disabilità
di vario grado. Nei diversi livelli di disabilità le
modalità della riabilitazione devono poter variare per far
fronte a mutate esigenze, allo scopo di massimizzare le
capacità funzionali dell’individuo, di migliorare la sua
autonomia e di incoraggiare la sua indipendenza.
Per questo è indispensabile che l’approccio riabilitativo
coinvolga un’èquipe interdisciplinare composta da una
serie di figure professionali: che prenda in carico il
paziente in maniera globale grazie a un efficace scambio di
informazioni, una condivisione di obiettivi e un processo
decisionale comune. Fanno parte dell’èquipe
interdisciplinare anche il paziente e la sua famiglia, che
sono parte attiva del processo decisionale.
L’intervento riabilitativo è un approccio alla soluzione
dei problemi. La malattia va intesa come un insieme di
problemi tra loro concatenati: la loro identificazione, la
valutazione da parte dell’èquipe e la ricerca delle
soluzioni possibili sono le azioni attraverso cui si
realizza il progetto riabilitativo specifico di ogni
paziente.
Il Percorso della Riabilitazione
La sclerosi multipla può dare origine a disturbi complessi,
che devono essere affrontati in modo globale e
interdisciplinare, valutando l’aspetto neurologico,
funzionale, cognitivo, ambientale e sociale. Nel progetto
riabilitativo, in primo luogo è importante definire gli
obiettivi dell’intervento, coinvolgendo il paziente e la
sua famiglia. Successivamente, a seconda delle condizioni
cliniche del paziente e del suo grado di disabilità, è
necessario stabilire se sia più utile un ricovero
ospedaliero (le strutture sono tenute a fornire tre ore di
riabilitazione al giorno), un trattamento ambulatoriale o
domiciliare. Quest’ultimo è scelto per i casi più gravi,
quando gli spostamenti frequenti sarebbero svantaggiosi per
il paziente.
La durata del trattamento è variabile e specifica per ogni
programma riabilitativo. In particolare, nelle persone con
sclerosi multipla la necessità di un intervento si
ripresenta spesso durante il decorso della malattia, e
quindi occorre pianificare di volta in volta nuovi
programmi. I risultati della riabilitazione possono essere
controllati con le scale di valutazione, strumenti che
permettono di quantificare la disabilità e la qualità di
vita del paziente, e di conseguenza l’efficacia del
trattamento.
|