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Luino - Centosettantotto sanitari firmano la petizione della Federazione sindacati indipendenti contro la decisione di utilizzare personale infermieristico di una cooperativa privata
Raccolta di firme contro l’esternalizzazione di ortopedia 

( 25.07.2007 )È ancora bufera attorno all’ospedale di Luino a causa delle modalità di reperimento del personale infermieristico. 
La decisione del direttore generale dell’Azienda ospedaliera varesina Roberto Rotasperti non piace al sindacato Fsi che, dopo un mese di silenzio, riparte all’attacco con una raccolta firme tra i circa trecento dipendenti del nosocomio luinese.  178 i no raccolti al provvedimento deciso a metà giugno da Rotasperti a seguito dei problemi più volte riscontrati e denunciati sulla difficoltà di reperire personale stabile a Luino. 
Secondo il sindacato Fsi la decisione di appaltare il servizio infermieristico non porta al miglioramento di un servizio specialistico come l’ortopedia che ha bisogno di infermieri capaci e preparati e non di elementi di incerta preparazione. 
La petizione lanciata dal sindacato verte su quattro richieste: il ritiro dell’appalto, l’assunzione per incarico di infermieri e l’avvio delle procedure concorsuali per l’acquisizione di personale a tempo indeterminato, proposte concrete per il rilancio delle attività presso il presidio luinese e un tavolo di concertazione integrato dai rappresentanti locali. 
Proprio sull’ultimo punto Silvio Tonella, rappresentante Fsi a Luino, concentra la sua attenzione: «La difficoltà di capire quale sia la strategia aziendale, sempre che ve ne sia una, da parte dei lavoratori e delle istituzioni ci spinge – continua Tonella - a chiedere un tavolo di concertazione, o quantomeno di consultazione, integrato da rappresentanti locali in modo da non dover subire decisioni calate dall’alto e troppe volte definite sperimentali». 
La posizione di Roberto Rotasperti in merito rimane la stessa che lo ha spinto a prendere la via dell’appalto:«La difficoltà di reperire personale stabile per Luino è cosa arcinota – ricorda Rotasperti – condizionata dalla sua posizione geografica, lontana dai grandi centri e vicina alla fortissima concorrenza svizzera che offre stipendi doppi, non riesce nemmeno con gli incentivi ad essere appetibile per gli infermieri». Secondo il direttore generale l’unica via di salvezza rimane l’appalto, dunque, che assicura la presenza di personale sufficiente a mandare avanti i reparti dell’ospedale luinese. L’Fsi, dal canto suo, non è intenzionato a lasciar cadere la questione e annuncia nuove iniziative se non si cercherà di seguire altre vie per superare l’ormai annosa emergenza infermieristica.

Orlando Mastrillo
S
anita@varesenews.it


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