Varese
- Il
direttore generale dell'azienda ospedaliera replica alle
critiche del consigliere di Rifondazione Martina
Rotasperti: «Disagi
limitati alla radioterapia»
( 25.07.2007
) Riceviamo e pubblichiamo
La
radioterapia dell'Ospedale di Circolo di Varese non è in
tilt contrariamente a quanto denunciato dal consigliere
regionale di Rifondazione comunista Giovanni Martina.
Martina ha presentato un'interrogazione urgente in consiglio
regionale sollecitando un intervento per riportare il
servizio di radioterapia dell'Ospedale di circolo al massimo
della sua efficacia ed efficienza. Secondo il consigliere
regionale, infatti, una delle due apparecchiature per la
radioterapia sarebbe guasta e l'altra funzionante solo
saltuariamente.
In realtà, precisano dalla Fisica sanitaria del nosocomio
varesino, gli acceleratori lineari per la cura radioterapica
dei pazienti sono tre, di cui uno effettivamente guasto,
mentre gli altri due perfettamente funzionanti.
«Abbiamo dovuto verificare con la ditta costruttrice -
spiega il Direttore generale, Roberto Rotasperti - se la
macchina fosse riparabile, poiché il costo di una nuova
apparecchiatura ammonta a ben 1.500.000 €. Dopo esserci
assicurati che la riparazione non era possibile, abbiamo
disposto che, d'intesa, i servizi di Ingegneria clinica e di
Fisica sanitaria predisponessero con urgenza la
documentazione di gara per procedere all'acquisto di un
nuovo acceleratore lineare.
La predisposizione è in corso e viene seguita di giorno in
giorno da parte della Direzione generale».
Nel frattempo il servizio di Terapie radianti sta operando
per garantire il livello di servizio precedente allungando i
turni dei tecnici, che risultano ora in servizio dalle 7.00
alle 17.00 anziché dalle 8.00 alle 15.00. Il risultato è
che le sedute dei pazienti sono semplicemente diluite in un
arco di tempo più esteso.
«Più che la denuncia - conclude il Direttore generale - è
utile operare per fronteggiare un guasto non prevedibile ad
un'apparecchiatura (nel caso un acceleratore lineare) e
garantire ai pazienti le cure necessarie. È proprio ciò
che l'Azienda ospedaliera sta facendo sin dall'insorgere del
problema».
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