Varese
- Mondo
della sanità in subbuglio. Per la quarta volta, i medici
incrociano le braccia. Si chiede il rinnovo del contratto
scaduto tre anni fa. Ma non solo
Medici in sciopero:
oggi gli ospedalieri, domani quelli di famiglia
( 25.07.2007
) Due giorni di disagi nella sanità. Oggi incrociano le
braccia i medici degli ospedali:
personale dirigente dei
ruoli professionale, tecnico, amministrativo e sanitario e
del personale dirigente medico, veterinario ed odontoiatra
del Servizio sanitario Nazionale. Il motivo del contendere
è il rinnovo del contratto di lavoro scaduto da tre anni.
Saranno, comunque, assicurati i servizi esenziali e le
emergenze.
Attorno al 25% (fonti
ospedaliere) l'adesione
nell'azienda ospedaliera varesina dove non ci sono
registrati grandi problemi. L'attività chirurgica è stata
assicurata al 75%, ugualmente abbastanza regolari le
prestazioni ambulatoriali.
La direzione dell'azienda di Gallarate parla di una
percentuale bassissima, meno del 5%. Così anche a Busto
dove, nonostante si stiano ancora raccogliendo i dati, si
prospetta un'adesione scarsa.
Quello di oggi è il quarto sciopero che attuano i medici
ospedalieri. Ma c'è una novità: non tutte e 42 le sigle
sindacali, che fino ad oggi si erano comportate in modo
compatto, hanno aderito all'astensione: la
Cimo, la Cisl medici, l'Anpo (i primari) e la Uil medici
hanno accettato l'invito del ministro Sirchia ad attendere
il 17 giugno, giorno in cui le Regioni presenteranno l'atto
d'indirizzo per il rinnovo del contratto.
E
domani sarà la volta dei medici di famiglia, anche per loro
si parla di rinnovo del contratto ma anche di politiche
legate al nuovo indirizzo di politica sanitaria che li vede
protagonisti anche a livello economico e manageriale.
La crisi che sta vivendo la sanità sta mettendo in seria
difficoltà chi opera a stretto contatto con l'utenza.
Proprio la scorsa settimana, ad un convegno organizzato
dall'Asl, i dottori presenti avevano mostrato la propria
inquietudine
circa le prospettive future.
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