Busto
Arsizio -
Seconda edizione della mostra dei dipinti che raffigurano
gli illustri bustocchi benefattori della struttura sanitaria
cittadina. Sessanta i ritratti esposti in occasione della
festa patronale
"La quadreria
in mostra": esposti i ritratti di benefattori bustocchi
( 25.07.2007
)L’Ospedale cittadino diventa
museo per un giorno. In occasione della festa di San
Giovanni, patrono di Busto Arsizio, giovedì 24 giugno i
corridoi della Direzione generale dell’Azienda Ospedaliera
saranno aperti al pubblico per l’esposizione dal titolo
"La Quadreria in mostra", giunta quest’anno alla
seconda edizione. (nella
foto l'autoritratto del canonico Biagio Bellotti 1714-1789)
La
rassegna, aperta dalle 15 alle 19 (ingresso da piazzale G.
Solaro, 3), sarà l’occasione per far conoscere il
patrimonio storico-pittorico dell’Ospedale cittadino e
ripercorrere idealmente anche una parte della storia di
Busto. Saranno esposti sessanta dipinti, trenta in più
dello scorso anno, che ritraggono i benefattori bustocchi
che, dal 1730 fino ai primi anni Cinquanta, hanno
contribuito alla nascita e allo sviluppo del nosocomio
cittadino e che, allo stesso tempo, sono stati protagonisti
della crescita sociale, economica e industriale della città
come i Bellotti, i Candiani, i Crespi, i Tosi, i Borri, solo
per citarne alcuni.
L’itinerario
espositivo e le biografie dei personaggi ritratti sono stati
curati, come lo scorso anno, dal professor Giuseppe
Pacciarotti, insegnante di Storia dell’Arte al Liceo
Classico "Crespi" di Busto Arsizio e autore di
numerose pubblicazioni.
La
mostra, che vanta il patrocinio del Comune di Busto Arsizio,
si snoderà lungo un percorso che vede raggruppati i dipinti
secondo il criterio della famiglia di appartenenza.
Ideale
prosecuzione de "Il Filo della Memoria", rassegna
organizzata dall’Azienda Ospedaliera e dal Comune al Museo
Civico di Palazzo Marliani-Cicogna (14 dicembre 2002 - 9
febbraio 2003), l’esposizione della Quadreria dunque
sottolinea come la storia dell’Ospedale si intrecci con
quella della Città, evidenziando lo spiccato senso di
solidarietà e la generosità dei bustocchi.
Dall’antico
Ospedale di San Giuseppe, oggi palazzo municipale,
testimonianza della secolare attività della Scuola dei
Poveri, fino alla realizzazione della struttura di piazzale
Solaro, che l’anno prossimo festeggerà i novant’anni
dalla sua fondazione, l’apertura della Quadreria,
valorizzata ulteriormente dal recente studio biografico,
diventa un’occasione per un tuffo nella storia.
Tra i
quadri più antichi, vi sono quello che raffigura il curato
Benedetto Landriani (1650-1730), opera di Salvatore Bianchi
(1653-1727), che destinò tutte le sue sostanze per la
costruzione a Busto di un collegio dei Padri Oblati di Rho,
eredità che, in seguito alla rinuncia di quest’ordine
religioso, passò alla confraternità del SS. Sacramento e
alla Scuola dei Poveri, e l’autoritratto del canonico
Biagio Bellotti (1714-1789), anche apprezzato pittore, che
lasciò nel 1784 una somma all’Ospedale e questo dipinto
per dare l’avvio alla Quadreria dei benefattori.
"L’intento
che sta alla base di questa iniziativa - spiega il Direttore
generale dell’Azienda Ospedaliera Pietro Zoia - è quello
di conservare e valorizzare le proprie radici,
condividendole con la città, di cui l’Ospedale è parte
integrante. Quello con la Quadreria è un appuntamento che
desideriamo far diventare una tradizione della nostra
Azienda per rendere sempre più saldo il legame tra il
nostro presidio, le istituzioni del territorio e i
cittadini, che aspettiamo numerosi".
I
dipinti della Quadreria sono esposti lungo i corridoi della
Direzione generale, al primo piano del padiglione centrale.
L’ingresso è libero.
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