Busto
Arsizio -
Azienda ospedaliera, parrocchia San Zenone di Crenna e
l'associazione ACISS insieme per aiutare un
paese in stato di emergenza sanitaria. Ospite
d’eccezione sarà Monsignor Fortunatus Nwachukwu,
diplomatico della Santa Sede
Insieme per il
"progetto nigeria"
( 25.07.2007
) Un sodalizio tra realtà
diverse ma con lo stesso obiettivo: dare un aiuto concreto a
un Paese africano che versa in uno stato di emergenza
sanitaria. È quanto sta alla base del "Progetto
Nigeria", messo a punto dall’Azienda Ospedaliera di
Busto Arsizio, dalla Parrocchia San Zenone di Crenna di
Gallarate e dall’ACISS, un’associazione di volontariato
di Gallarate, che verrà presentato martedì 22 giugno
alle 18 nella Biblioteca Medica dell’Ospedale di Busto
Arsizio (ingresso da piazzale G. Solaro, 3).
Ospite d’onore dell’incontro sarà Monsignor Fortunatus
Nwachkwu, nigeriano, Consigliere della Missione Permanente
della Santa Sede per l’Ufficio delle Nazioni Unite e le
Organizzazioni Internazionali a Ginevra. Il diplomatico
porterà la sua autorevole testimonianza sulla situazione
attuale della Nigeria, sulla storia del Biafra e sulle
condizioni di vita della popolazione.
Monsignor
Fortunatus, che ha "compiuto" proprio la settimana
scorsa vent’anni di sacerdozio, ha infatti studiato presso
il seminario di Owerri, nel cuore del Biafra, ed è un
profondo conoscitore della realtà africana. Specializzato
in Studi Biblici, Teologia dogmatica e Diritto canonico, il
religioso, a partire dal 1992, è entrato a far parte della
diplomazia della Santa Sede, nell’ambito della quale ha
lavorato in Ghana, Togo, Benin, Paraguay, Algeria, Tunisia,
approdando due anni fa a Ginevra.
Un
contributo importante, quello di Monsignor Fortunatus, per
approfondire le problematiche della Nigeria, al quale si
aggiungerà quello dei medici dell’Azienda Ospedaliera e
dell’Aciss che racconteranno al pubblico presente l’esito
della prima "spedizione esplorativa" nella zona di
Owerri. Una visita che ha messo in evidenza la necessità di
un intervento sociale prima ancora che sanitario.
Il
"Progetto Nigeria" che sarà presentato martedì
è nato sulla base dell’esperienza fatta dalla Parrocchia
di Crenna, guidata dal parroco Don Giorgio Basilio, che si
è impegnata in passato a sostenere economicamente sia
alcuni seminaristi del seminario di Owerri sia alcune
parrocchie locali in una sorta di gemellaggio.
Ora,
facendo tesoro di questa testimonianza di solidarietà, si
è deciso di andare oltre l’aspetto religioso e spirituale
e affrontare uno dei problemi umanitari più gravi di quella
terra, come del resto di tutto il Terzo Mondo: il problema
sanitario. Il tutto coinvolgendo altre realtà della zona.
Don
Giorgio, quindi, ha dato vita a un consorzio, una sorta di
"associazione temporanea d’impresa", come la
definirebbero gli economisti, "alleandosi" con un
Ente che per finalità istituzionali si occupa di Sanità,
cioè l’Azienda Ospedaliera di Busto Arsizio, e un’associazione
onlus locale che ha come scopo gli interventi sociali e
sanitari nel Terzo Mondo: l’Associazione ACISS di
Gallarate, presieduta dal dottor Luigi Parassoni.
Come si
diceva, per studiare sul posto le esigenze sanitarie e
verificare le possibilità e modalità di intervento, alcuni
delegati delle tre istituzioni si sono recentemente recati
nel Biafra.
Da questo
sopralluogo è nato un vero e proprio "piano
sanitario", il "Progetto Nigeria", scandito
in tre sotto-progetti, denominati, rispettivamente,
"Sapienza", "Chinoye" e
"Gemelli", che coinvolgeranno non solo il
seminario della cittadina Biafrana di Owerri ma anche
diversi villaggi di quella zona.
L’Azienda
Ospedaliera di Busto si è impegnata, dunque, a partecipare
fattivamente. Innanzitutto, destinando a un costruendo
ambulatorio un ecografo, poi, mettendo a disposizione della
futura struttura medici che, per alcuni periodi, andranno in
loco ad aggiornare i colleghi nigeriani, nonché ad ospitare
medici del posto per un training presso uno dei tre presidi.
«In
sintesi, il ‘piano sanitario’ che abbiamo messo a punto
- spiega il dottor Pietro Zoia nella duplice veste di
Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliera di Busto
Arsizio e di parrocchiano crennese – è articolato in tre
fasi e in altrettanti progetti. La prima fase prevede l’attivazione,
nella struttura sanitaria del seminario di Owerri, di un’infermeria
attrezzata, tra l’altro, anche con una sala radiologica,
una ecografica, un laboratorio analisi, una farmacia e,
infine, con alcuni letti di degenza per emergenze. La
seconda fase - prosegue il dottor Zoia - contempla l’apertura
di un piccolo ambulatorio con un centro prelievi nel
villaggio che dista dal seminario pochi chilometri, una
struttura in cui effettuare il primo screening dei pazienti
provenienti dai villaggi attorno».
Le due
strutture sanitarie previste saranno collegate da un sistema
navetta che permetterà ai pazienti che ne avranno bisogno
di accedere ai servizi organizzati presso il centro
sanitario del seminario.
«La terza
fase - aggiunge il Direttore Generale dell’Azienda
Ospedaliera di Busto - ha come obiettivo la ristrutturazione
e la riattivazione di un edificio sanitario realizzato dal
Governo Nigeriano nella boscaglia, attualmente inutilizzato
per mancanza di risorse, da adibire a vero e proprio piccolo
ospedale».
I tempi di
attuazione previsti mirano a poter concludere le varie fasi
con scadenze annuali.
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