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Verbano
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All'indomani della visita dell'assessore regionale alla
sanità , una dichiarazione del Consigliere Regionale
Martina (PRC): “Deludente
e propagandistica la visita di Borsani al presidio del
Verbano”
( 25.07.2007
) Riceviamo
e pubblichiamo
La visita dell’assessore Borsani, accompagnato dal
direttore generale sanità lombardia Dott. Lucchina e dal
direttore generale dell’azienda ospedaliera dott.
Rotasperti presso gli ospedali di Luino e Cittiglio, è
risultata totalmente deludente e di stampo marcatamenete
propagandistico. Ci si attendeva molto dalla visita
dell’assessore soprattutto dopo le tante sollecitazioni e
le richieste dei cittadini e degli amministratori locali che
da anni denunciano il continuo degrado dei due ospedali.
L’assessore Borsani anzichè rassicurare attraverso
l’annuncio di provvedimenti certi in tempi definiti a
garanzia del rilancio e della riqualificazione dei due
presidi, si è presentato a mani vuote. Le promesse del
passato sono state rinnovate e ancora una volta rinviate.
Intanto il degrado, i tagli e il ridimensionamento
continuano inesorabili; spiace dover rilevare che gli
impegni assunti formalmente dall’assessore attraverso una
dichiarazione in Consiglio Regionale nel mese di dicembre
del 2003 con cui si impegnava a presentare un progetto di
rilancio, sono rimasti lettera morta. Del resto anche nel
Piano di Organizzazione Funzionale Aziendale triennale,
deliberato nei giorni scorsi dalla Giunta Regionale, non
sono previsti interventi di miglioramento dei due presidi
ospedalieri. Infatti il piano si limita a fotografare
l’esistente, nemmeno un euro di investimenti è previsto
nonostante la richiesta avanzata nella proposta di piano del
gennaio 2004 da parte della Direzione Generale
dell’Azienda Ospedaliera, pari a 24 milioni di euro.
Davvero
un tentativo goffo ed inutile che i cittadini del territorio
non avranno mancato di rilevare, convinti come sono che il
tempo delle promesse è scaduto abbondantemente e che per
recuperare credibilità l’assessore e la maggioranza di
centro destra al governo della Regione devono produrre
fatti, non più parole.
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