Roma
- Inaugurato
un call center per rispondere a domande legate a pericoli di
tipo sanitario come le epidemie o l'insorgere di nuovi
virus. L'obiettivo è quello di abbassare il livello di
panico
Emergenze sanitarie?
Esperti rispondono al "1500"
(8
gennaio 2004) Due casi di Sars e l'allarme scatta a livello
mondiale. Al Ministero della Salute si è svolta una
riunione per fare il punto della situazione. Ma una prima
risposta è stata avviata proprio oggi, con l'inaugurazione
di un call center per le emergenze sanitarie. Il servizio,
che risponde al numero telefonico 1500, è stato dedicato a
Carlo Urbani, il medico
morto nei giorni dell'emergenza per aver contratto la Sars
mentre operava nelle zone infette.
Il nuovo servizio telefonico è stato pensato per rispondere
alle domande della gente ed abbassare, così, il livello di
panico di fronte alle emergenze sanitarie che possono
svilupparsi, quali la minaccia bioterroristica, l'insorgere
di nuovi virus, l'epidemie
cicliche tipo quella influenzale.
Il call-center è stato strutturato su due livelli di
risposta: nel primo saranno attestati 25 dei 63 medici
assunti dal Ministero per la gestione dell'emergenza Sars,
in modo da garantire subito una risposta qualitativamente
elevata; nel secondo livello subentra personale
specializzato della direzione generale della prevenzione
sanitaria, che si avvale anche di specialisti esterni di
varie istituzioni (regioni, Istituto Superiore di Sanità,
ospedali ed università).
Il call-center è dotato di 14 postazioni e permette al
sistema telefonico di gestire venti chiamate in
contemporanea.
Presto il call-center verra' messo in collegamento con il
Centro per il controllo delle malattie di Atlanta ed in
futuro con l'omonimo centro europeo.
Chiamando oggi il 1500 e' possibile ottenere informazioni
preregistrate sulle emergenze sanitarie ed in particolare
sulla Sars.
Superata l'emergenza invernale, il call-center integrerà la
propria attività con quella di altre direzioni generali con
l'obiettivo anche di raccogliere dati sul territorio per
fornire alle popolazioni anche risposte su situazioni
critiche che riguardano gli stili di vita e su problemi come
l'assistenza agli anziani soli.
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