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Saronno - La denuncia del Comitato per l'autonomia dell'ospedale: dai 30 ai 50 pazienti al mese non troverebbero posto. Lamentele anche per la pulizia 
«Pronto Soccorso, ogni mese troppi pazienti trasferiti in altre strutture»

(23 gennaio 2004) «Dai 30 ai 50 pazienti al mese del Pronto Soccorso vengono dirottati in altre strutture». È la denuncia del Comitato per l'autonomia dell'ospedale di Saronno che nei giorni scorsi ha incontrato Pietro Zoia, il direttore generale dell'Azienda Ospedaliera di Busto Arsizio, di cui il nosocomio di cittadino fa parte. «Sono stato in Pronto Soccorso per molti anni - spiega Pierluigi Annoni -, ma raramente venivano spostati gli ammalati, solo in casi gravissimi». Secondo l'ex primario le cause di questa situazione sono da imputare «sia alle leggi regionali che hanno tagliato troppi posti letto e costretto le strutture ad accorpare i reparti, sia alla sempre più grave mancanza di infermieri. Tutto ciò, unito anche al deficit in cui versano tutte le aziende ospedaliere, e che ha portato il nostro nosocomio a non essere in grado di effettuare tutti questi ricoveri. Sono davvero troppi».
«Quando sarà pronto il nuovo Pronto Soccorso vi saranno a disposizione otto posti di astanteria  - ha spiegato Angelo Arnaboldi, altro rappresentante del comitato -, ma non è abbastanza. È un grosso passo avanti, ma occorre fare altro».

Di questo primo anno di gestione Zoia, Annoni e Arnaboldi sottolineano anche che, rispetto al passato, oggi vi è una maggiore attenzione da parte della direzione generale all'ospedale di Piazzale Borella. Dall'incontro, infatti, è emerso che per la tanto attesa attrezzatura fissa per effettuare la risonanza magnetica è stato già fatto l'appalto, ma è tutto fermo  per un ricorso al Tar. «Inoltre è stato creato un nucleo di controllo sulla Global Service, l'azienda alla quale, tre anni fa, sono stati appaltati tutti i servizi di pulizia e manutenzione del nosocomio - prosegue Annoni -. L'ospedale è troppo sporco ed è chiaro che questo sistema di appaltare ad aziende esterne non ha funzionato. Purtroppo il servizio sarà gestito così per nove anni, come da contratto. Questo tipo di gestione era un sistema pilota in Lombardia, speriamo che altre aziende non commettano lo stesso errore, anche perchè non solo non c'è stato alcun risparmio dal punto di vista economico, ma vi è stato pure un peggioramento del servizio. Ben venga ora il nucleo di controllo».

Per il Comitato, poi, rimane un altro grande problema oltre a quello del Pronto Soccorso. «L'ospedale di Saronno ha una grande attività di oncologia - conclude Annoni -, ma oggi risulta monca perchè non esiste una radioterapia, ovvero il cosiddetto acceleratore lineare. Non si tratta solo della macchina, occorre anche il personale. Senza questa attrezzatura il reparto è monco. Ma mancano i soldi. La nostra idea è quella di lanciare una campagna di raccolta fondi tra i cittadini, ma dobbiamo ancora parlarne con il primario di Oncologia Medica. Si tratta di una struttura indispensabile per la città».

Manuel Sgarella
sanita@varesenews.it


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