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Milano - Sono ormai 7000 le firme raccolte per abrogare la legge regionale che abolisce i certificati medici di riammissione nelle scuole. Il comitato sarà ascoltato dalla commissione regionale il 22 gennaio
«Non ci rassegniamo: devono essere i medici a decidere se i bambini sono guariti»

(13 gennaio 2004) Le rassicurazioni dell'assessorato regionale alla sanità non sono bastate. La legge regionale 12 dell'agosto scorso rimane il bersaglio principale di schiere di genitori con figli a scuola. 
La normativa, lo ricordiamo, all'articolo tre recita: « La prevenzione collettiva nelle scuole di ogni ordine e grado è assicurata dal dipartimento di prevenzione delle ASL. Sono aboliti gli obblighi relativi alla tenuta dei registri di medicina scolastica, degli archivi delle cartelle sanitarie individuali, del certificato medico di riammissione oltre i cinque giorni di assenza, nonché quello di effettuare periodiche disinfezioni e disinfestazioni degli ambienti scolastici al di fuori di esigenze di sanità pubblica. Le operazioni di sanificazione, derattizzazione, disinfestazione degli ambienti scolastici, non dettate da esigenze di sanità pubblica, sono a carico della direzione scolastica».
La notizia dell'esistenza della normativa, su cui pende anche un ricorso di legittimità costituzionale, ha colto tutti di sorpresa, insegnanti e genitori, alla riapertura delle scuole. 
A Milano la protesta è partita da due madri, Elisabetta e Anna che hanno iniziato subito una raccolta di firme. Il campo d'azione della loro attività si è presto allargata grazie al tam tam via internet,
ottenendo l'appoggio di ben 7000 persone. Forti di questi consensi, le due rappresentanti si sono rivolte alla commissione sanità del consiglio regionale chiedendo un'audizione. Richiesta che verrà soddisfatta il prossimo 22 gennaio.

«Tutti coloro che vivono la dimensione della sanità sulla loro pelle - spiega Elisabetta -  hanno immediatamente colto le conseguenze malefiche, sia sul piano strettamente sanitario che su quello dell’onere che graverà ulteriormente sulle scuole di ogni ordine e grado. Ci pare che il famigerato Art 3 sia stato formulato da un legislatore del tutto avulso dalla realtà socio territoriale della Lombardia, dove c’è cronica carenza di pediatri di libera scelta, soprattutto nelle aree metropolitane, dove non c’è tutela per la salute delle fasce deboli e si verifica d’altra parte un ritorno di malattie temibili che si credevano debellate ( paradossalmente dati 2002 di Regione Lombardia su TBC ed altre malattie diffusibili).
Noi non viviamo nel migliore dei mondi possibili, anche se la Regione pare dimenticarsene : gli ospedali pediatrici di Milano hanno i pronto soccorso intasati ogni fine settimana….c’è un esponenziale aumento delle malattie respiratorie dei bambini….l’inquinamento alle stelle sfibra il loro sistema immunitario, così che passano i mesi, soprattutto quelli invernali, tra tonsilliti, broncopolmoniti, sindromi influenzali e, naturalmente, le sacrosante malattie esantematiche. In sostanza la strada scelta è quella di voler responsabilizzare genitori e docenti rispetto ad un argomento che invece, secondo noi, è precisa e talvolta esclusiva pertinenza del medico. Quali genitori hanno la preparazione medica o scientifica adeguata per valutare se una patologia ha esaurito la sua contagiosità? Se il piccolo è obbiettivamente in grado di riprendere le sue attività a scuola? Di fronte a questo fatto c’è stata una chiarissima presa di posizione dell’Ordine dei Medici della Provincia di Brescia che ha invitato tutti i medici a continuare ad elargire il certificato gratuitamente esattamente come prima del 4/8/’03. Anche l’Asl di Lecco ha seguito una sua strada interpretativa che lascia le cose praticamente come prima dell’introduzione di legge 12. Così pure si pone l’Ordine dei Medici di Bergamo, in senso problematico e dubitativo. Se la Regione Lombardia afferma che dopo 5 giorni le malattie non sono più contagiose, noi ribattiamo con le tabelle chiarissime del Ministero della Sanità e dell’inconfutabile e universalmente accreditato C.D.C.- Center for Disease Control and Prevention - di Atlanta che ciò è falso. Quindi che legge 12 è legge contro il buon senso e ogni evidenza scientifica. La Regione fonda la propria decisione sull'EBM, la medicina basata sull'evidenza: ma la Regione Piemonte, lavorando sugli stessi identici documenti EBM usati dalla Lombardia, nel 1999 è giunta a risultati diametralmente opposti, conservando certificazione obbligatoria, e garantendo sul suo territorio le strutture adeguate per la salute di tutti i minori indipendentemente dal loro stato di regolarizzazione».

Elisabetta e Anna non si danno per venite e invitano tutti i genitori e gli insegnanti preoccupati ad unirsi alla loro azione di lotta. Il contatto è tramite e mail agli indirizzi: stroligut@iol.it  o anna.paolo1@tin.it

Alessandra Toni
sanit
a@varesenews.it


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