Milano
- Da una riunione al
vertice al Pirellone arriva un messaggio per le popolazioni
del Verbano: «La Regione non vi abbandona». Rivoluzione al
Circolo nei due reparti di otorino
Piccoli interventi di
qualità per gli ospedali del Verbano
(26
febbraio 2004) Un segnale. Anche se ancora non determinante,
pur sempre un segnale. La regione Lombardia vuole mandare un
messaggio alle popolazione del Verbano, per dir loro di non
sentirsi abbandonate. E così al Pirellone si è parlato di
come investire per migliorare il servizio nei due ospedali
di Luino e Cittiglio. Una riunione che dà carta bianca al
direttore generale dell'azienda ospedaliera di Varese
Roberto Rotasperti, di fare alcuni interventi
importanti.
Nel futuro di Luino c'è il ritorno del plesso principale
del servizio di dialisi, un rinnovo di alcune
apparecchiature tecnologiche soprattutto nel settore della
diagnostica per immagini e la realizzazione di una
foresteria ad uso degli infermieri. Si punta molto sul
mantenimento del personale infermieristico in questa zona,
spesso snobbata dal personale formato che migra verso altri
lidi: «Sta per partire una gara per individuare una
cooperativa che fornisca in modo continuato personale
infermieristico. Soprattutto nei mesi estivi» rivela
Rotasperti che descrive anche il cammino intrapreso per
sostenere Cittiglio: «Puntiamo soprattutto sul
potenziamento del polo materno infantile. Vorremmo arrivare
a migliorare il settore pediatrico puntando sugli ambulatori
e sulla guardia medica. Un servizio di cui beneficerebbe
anche la popolazione del luinese».
E
mentre si lavora per migliorare il servizio del Verbano, a
Varese è in agitazione l'ambiente dell'otorino. È stata
decisa l'unificazione dei due dipartimenti sotto la
direzione unica del professor Paolo Castelnuovo, primario
delle seconda divisione specializzata in audiovestibologia.
Il professore alcuni giorni fa si era lamentato delle
condizioni precarie in cui si trovava ad operare, senza
aiuti e senza letti. Ora la decisione di accorpare, con il
"pensionamento" dal primariato della dottoressa
Della Vecchia che aveva retto il reparto dopo l'addio di
Spriano.
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