Varese
- Don Pino,
responsabile dell'istituto La Casa, ritiene accettabile
questa legge che, però, non può dirsi cattolica
«È una legge che,
almeno, mette un po' d'ordine»
(23
febbraio 2004) «I dati statistici parlano di un aumento
dell'infertilità di coppia. Ma io penso che sia più un
fatto psicologico che fisico». A parlare è Don Pino
Gamalero, responsabile dell'istituto La Casa di Varese, che
da anni segue le giovani coppie e fornisce servizi di
consultorio famigliare. «I giovani rimandano sempre più
l'età del matrimonio e della genitorialità. La donna è
all'apice della fertilità a 25 anni, ma ormai si superano
abbondantemente i tren'anni prima di avere un figlio. Se poi
a tutto ciò si aggiunge lo stress di questa vita moderna,
ben si capisce la diffusione di questo fenomeno».
Don Pino Gamalero, pur comprendendo il desiderio che spinge
molte coppie a sottoporsi alla fecondazione artificiale pur
di avere un figlio, è cosciente del carico di sofferenze e
stress psicologico che i giovani devono sostenere per
raggiungere il proprio obiettivo.
«Si è detto che la legge appena approvata è cattolica. Ma
di cattolico non ha nulla. Noi la consideriamo positivamente
perché, almeno, esclude la fecondazione eterologa.
L'abbiamo accettata perchè, almeno, mette ordine in un
settore dove vigeva la completa anarchia. Ogni centro faceva
a sé. Ci sono istituti che fanno gestire l'intero percorso
da medici e da psicologi e altri che non prevedono alcun
sostegno dal punto di vista psicologico. Questa legge sta
creando molte resistenze, ma perché si cerca di mettere
ordine laddove prima non esisteva».
Per Don Pino, comunque, il bisogno di maternità può venire
soddisfatto in un modo anche meno stressante: «Non capisco
perchè non si pone sufficiente attenzione all'adozione. È
un'alternativa che andrebbe incentivata».
|