Castellanza
- Serata di
aggiornamento per i medici di medicina generale su una della
patologie più frequenti nella nostra regione
Lo scompenso cardiaco:
riconoscerlo vuol dire curarlo
(16
febbraio 2004) Lo scompenso cardiaco cronico è una sindrome
clinica caratterizzata dall’incapacità del cuore di
pompare una quantità di sangue adeguata alle necessità dei
tessuti periferici. Molte sono le cause che possono
determinare l’insufficienza cardiaca: la cardiopatia
ischemica (angina, infarto miocardico) l’ipertensione
arteriosa, le malattie valvolari cardiache. (nella
foto il laboratorio di emodinamica alla Mater Domini)
Lo scompenso cardiaco cronico rappresenta un problema di
grande rilevanza socio-sanitaria: l’1% delle persone tra i
50 e i 60 anni e il 10% dei soggetti oltre gli 80 anni è
affetto da questa patologia. Circa il 35% degli scompensati
subisce un ricovero ospedaliero all’anno e il 50% dei
pazienti muore entro 5 anni dalla diagnosi, se non
adeguatamente curati.
Se si considera che la Lombardia detiene il triste record
italiano di mortalità per scompenso cardiaco, appare allora
fondamentale una politica di prevenzione e cura della
malattia che sensibilizzi i cittadini ma coinvolga anche i
Medici di base, gli operatori sanitari a diretto contatto
con la popolazione.
Proprio ai Medici di base si è rivolto il corso di
aggiornamento "Ruolo attuale della terapia medica dello
scompenso cardiaco", che si è svolto presso l’Aula
didattica dell’Istituto Clinico Mater Domini di
Castellanza lo scorso 13 febbraio.
L’incontro
è stato tenuto dagli Specialisti dell’Unità Operativa di
Cardiologia dell’Istituto: il Dr. T. Forzani (nella
foto) ,
Responsabile dell’Unità, coadiuvato dal Dr. M. Baravelli,
dal Dr. G.S. Bargiggia, dal Dr. M. Giraldi e dal Dr. D.
Salerno-Uriarte, suoi collaboratori.
Partendo dalla classificazione dell’eziologia dello
scompenso, il corso ha affrontato in particolare le
procedure diagnostiche non invasive (ecocardiografia) per
giungere infine alle più recenti acquisizioni di terapia
medica (farmacologica e grandi trias clinici) e di terapia
"elettrica" dello scompenso (Pace-Maker
biventricolari).
|