Milano
- Dura
presa di posizione della quercia al Pirellone sulla
"mini riforma" sanitaria approvata in regione
I Ds: «La riforma
Formigoni sulla sanità ha fallito»
(12
febbraio 2004) La possibilità discrezionale della Regione
di istituire, modificare e sciogliere le aziende ospedaliere
e lo svilimento del ruolo delle Università: queste sono le
maggiori critiche rivolte dal gruppo dei Ds alla
mini-riforma della sanità lombarda approvata martedì
scorso in aula dalla maggioranza di centrodestra. «La
ricetta Formigoni sulla riorganizzazione della sanità ha
fallito - ha dichiarato Daniele Marantelli, consigliere
regionale ds - . Solo oggi si riconosce che non si può
lasciare la sanità alle regole del mercato, perché si
tratta di un mercato improprio dove l'offerta genera la
domanda». Uno degli effetti negativi della riforma
formigoniana è stato, infatti, l'aumento di quelle
prestazioni di cui gli ospedali, pubblici e privati, hanno
maggior disponibilità, con notevoli dubbi sulla necessità
e l'appropriatezza di molte di queste. «Ora è alto il
rischio che pezzi di sanità pubblica - ha continuato
Marantelli - diventino privati per raccogliere quei fondi
che non ci sono per i nuovi ospedali. Così anche la ricerca
sanitaria pubblica potrebbe sparire sull'onda della
privatizzazione di istituti quali quello dei Tumori o il
Besta. Nella legge si propone di stipulare dei protocolli
con le Università ma se si vuole che il rapporto
Università e Aziende Ospedaliere funzioni, è necessario
coinvolgere nelle decisioni i rettori. Oltre a ciò
influisce sull'efficienza del servizio sanitario lombardo la
precarizzazione del personale medico, assunto a tempo
determinato (e che rischia di non essere confermato anche a
causa delle indicazioni della Regione che chiede la
riduzione delle collaborazioni)».
|