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Varese - Visita al cantiere del futuro ospedale di Circolo dell'assessore regionale Buscemi. L'avanzamento dei lavori non sembra confermare la data ipotizzata per l'inaugurazione. Ma il direttore generale non ha dubbi
«L'ospedale sarà completato entro il prossimo anno»

(11 febbraio 2004) Annunciano la fine dei lavori per l'estate 2006 più un altro semestre per disporre gli arredi e affrontare il trasloco. Ma, visto dall'alto, lo scheletro del futuro ospedale di Varese sembra ancora lontano da una concretizzazione nei prossimi 12 o 15 mesi. Il direttore generale Roberto Rotasperti, mostrando i lavori all'assessore regionale Massimo Buscemi, si è detto fiducioso: « I termini dell'appalto sono perentori. Mi hanno assicurato che i ritardi saranno recuperati».
Nel cantiere, attualmente, stanno lavorando un centinaio di uomini. Si sta completando l'ossatura dei padiglioni "esterni", cioè che non faranno parte delle due torri, mentre i due piani interrati sono definiti. Anche la distribuzione dei locali nella struttura ad H è stata delineata, i progetti sono pervenuti nel dicembre scorso, e si sta vagliando la questione arredi. Manca poco e anche la costruzione alta cinquanta metri sarà varata: ci potranno essere piccoli aggiustamenti, ma la suddivisione tra reparti è ormai certa.
La mensa rimarrà esterna, mentre la cucina troverà posto nei piani interrati, così come il laboratorio analisi. Il pronto soccorso sarà su un solo piano con una superficie raddoppiata rispetto al progetto originari.

Per i parcheggi torna l'ipotesi dell'interramento, con un autosilo di 4 piani di cui 3 interrati. Il completamento, però, sarà sfasato rispetto all'inaugurazione dell'ospedale in quanto i lavori partiranno appena si potrà liberare il piazzale attualmente occupato dal cantiere. Nell'attesa, il direttore Rotasperti rilancia la sua proposta di far uscire le vetture dei dipendenti dal Circolo e lasciar entrare i visitatori: «Appena il Comune mi darà l'autorizzazione approfondirò la possibilità di sfruttare per i dipendenti gli attuali parcheggi, per lo più vuoti, in piazzale Avis, in accordo con le esigenze del personale».
Ancora incerta rimane la destinazione dei tanti padiglioni del Macchi che rimarranno vuoti: la proposta di realizzare la "cittadella della salute" rimane tra gli obiettivi di Rotasperti. Si potrà vagliare anche un "ritorno a casa" del polo materno infantile: «Visti i progressi della scienza non è un'ipotesi da scartare - chiarisce Rotasperti - ma secondo me è impensabile che il ricongiungimento avvenga prima di un decennio. Per cui preferisco rimanere con i piedi per terra e parlare dell'immediato futuro che sicuramente non vede un ritorno dei reparti attualmente al Del Ponte».

Alessandra Toni
sanit
a@varesenews.it


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