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Busto Arsizio - Prima in Italia, l'oculistica del Circolo ha importato una tecnica nata negli Stati Uniti che riduce i danni collaterali e accorcia i tempi di recupero
Un getto d'acqua per curare la cataratta 

(15 aprile 2004) L'oculistica di Busto Arsizio spiazza tutti e pratica per prima in Italia la tecnica della cataratta ad acqua: «È una metodica nata negli Stati Uniti - spiega il primario Marco Rossi -e da un mese viene utilizzata anche all'ospedale di Circolo di Busto. Sono già una ventina i pazienti che hanno potuto usufruire di questa tecnica che assicura prestazioni migliori». Innanzitutto i tempi di recupero: mentre l'intervento ad ultrasuoni prevede alcuni fastidi per 48'ore, l'utilizzo dell'acqua li riduce a sei/otte ore. Ma la caratteristica principale è un'altra: «Gli ultrasuoni producono una vibrazione che danneggia le cellule corneali - spiega il dottor Rossi - invece questa tecnica si basa su un gettito di acqua pulsato che va a bersagliare la cataratta sciogliendola nel giro di qualche minuto. L'energia che si sprigiona è morbida e annulla il danno biologico, aumentando la garanzia della tenuta».

La cannula dell'acqua viene introdotto da un forellino di 2,6 millimetri: «Questo forellino così piccolo diventerà fondamentale un domani quando sarà realtà la lente iniettabile autosolidificante, necessaria a correggere i difetti visivi da vicino. Oggi viene inserita la lente arrotolata, ma molti preferiscono comprare gli occhiali correttivi dato che queste lenti hanno un costo elevato». ( nella foto il dottor Rossicon un paziente) 
Ma se la cataratta è il fiore all'occhiello dell'oculistica bustocca, molto richieste sono anche le prestazioni dell'ambulatorio per il glaucoma, realizzate con strumentazione d'avanguardia. «A Saronno continuiamo a realizzare interventi con il laser ad eccimeri per correggere i difetti di miopia. Anche se non sono più ricompresi tra i "Lea"
(livelli essenziali di assistenza), noi chiediamo il pagamento delle sole spese vive: 225 euro per occhio. Per effettuare le operazioni abbiamo noleggiato un'apparecchiatura che è sempre all'avanguardia dal punto di vista sia hardware che software. Lo scorso anno abbiamo curato 1200 pazienti e nessuno ha avuto problemi. Ciò perchè, dato che noi non ci guadagniamo, siamo molto ligi nell'effettuare lo screening iniziale».    
L'oculistica bustocca, però, vanta anche un altro primato nel campo dei trapianti: «Dopo il San Gerardo di Monza, siamo il secondo centro lombardo per donazione di organi con 260 prelievi, mentre effettuiamo una cinquantina di trapianti all'anno».
Tanta efficienza, però, non passa inosservata: va da sè, quindi, che la richiesta è tanta. I tempi d'attesa si aggirano sui due o tre mesi, nonostante che, al fianco del dottor Rossi, lavorino 5 medici e dodici infermieri: «Abbiamo sei posti letto. E, grazie all'anestesia topica ( con gocce di collirio) riusciamo a curare una decina di pazienti al giorno. Lo scorso anno abbiamo fatto 1200 prestazioni e quest'anno raggiungeremo quota 1500, oltre al migliaio di interventi in chirurgia refrattiva che svolgiamo a Saronno».  

Alessandra Toni
sanit
a@varesenews.it


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