Varese
- Anche
Cgil, Cisl e Uil scendono in campo sulla questione dei
consultori: «Non possiamo assistere inermi al progressivo
svuotamento delle strutture pubbliche»
Consultori, i
sindacati: «Razionalizzare non vuol dire ridurre i
servizi»
(30
gennaio 2004) Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta che
le tre sigle sindacali hanno inviato al direttore generale
dell'Asl di Varese
C.G.I.L.
C.I.S.L. e U.I.L. di Varese e Ticino Olona esprimono la più
ferma disapprovazione rispetto la riduzione del servizio di
ginecologia presso i Consultori familiari della Provincia di
Varese. L'argomento in realtà era già stato oggetto di
confronto con la passata amministrazione ASL che aveva
tentato di chiudere i presidi territoriali. Con la nuova
gestione ASL si era giunti alla condivisione di un progetto
che garantiva e potenziava la struttura dei consultori
presenti sul territorio. Anche sulla scorta di queste
valutazioni condivise si stava arrivando alla definizione di
un modello di relazioni che coinvolgesse i vari soggetti
pubblici e le OO.SS. sull'individuazione di percorsi
condivisi che portassero ad una rivisitazione dell'intero
sistema sanitario ed al necessario percorso di intreccio con
il piano più complessivo di riforma dell'assistenza
sociale. Francamente non comprendiamo questa decisione che
appiattisce l'A.S.L. di Varese alla mera esecuzione delle
direttive regionali nel più completo disinteresse della
tutela della salute pubblica, tanto più che si attacca il
sistema di prevenzione che se potenziato (e non
ridimensionato) può efficacemente contribuire alla
riduzione del ricorso alle cure e quindi ottenere non solo
quanto previsto costituzionalmente in tema di diritto alla
salute, ma anche produrre effetti benefici in termini di
contenimento dei costi. Non comprendiamo perché si assuma
l'impegno di un confronto preventivo con le OO.SS. su
questioni così delicate e puntualmente si eviti di attuarlo
procedendo con la politica delle decisioni unilaterali. Non
comprendiamo come si possa interpretare
"razionalizzazione del servizio" la riduzione
della capacità di soddisfare l'utenza tra le 5.000 e le
7.500 prestazioni/anno. L'A.S.L. di Varese deve invece
recuperare un ruolo di governo e di responsabilità
complessiva nella programmazione, gestione e controllo
dell'attività sanitaria e socio-sanitaria, di concerto con
gli EE.LL. e le forze sociali. Non possiamo assistere inermi
al progressivo svuotamento delle strutture pubbliche e
significativamente quelle operanti prevalentemente nel campo
della prevenzione ed indirizzo, col continuo taglio delle
prestazioni, anziché affrontare seriamente un confronto
sulla loro razionalizzazione in prospettiva di un
potenziamento. Sulla base di queste sintetiche motivazioni
siamo a richiederVi un incontro urgente, preannunciandoVi
che, qualora procediate unilateralmente alla riduzione del
servizio consultoriale, ci riterremo liberi
dall'intraprendere le più opportune iniziative di carattere
sindacale atte a denunciare e rimuovere interventi che
riteniamo lesivi l'interesse di tutti i cittadini ed in
particolare delle fasce più deboli. Distinti saluti.
|