Il dizionario dei
neologismi in economia
(A cura di Struqture
s.a.s.)
LE
DEFINIZIONI
Agenda
21 - Basilea 2 - Bilancio di Sostenibilità -
Bilancio Sociale -
Certificazione di qualità
- Corridoio 5 -
Ecolabel - EMAS
- Filiera Produttiva - Incubatore - IRES
- ISO 9000 - ISO 14000 - SA 8000 -
Spin Off - Responsabilità sociale di impresa
- Sviluppo sostenibile
Agenda
21
Il nome completo
è "Agenda politica per il 21° secolo". E’ il documento
finale approvato dai partecipanti della conferenza ONU sul futuro
del pianeta e lo Sviluppo Sostenibile svoltasi a Rio de Janeiro nel
1992. Si tratta di un impegno volontario, non legato a obblighi di
legge, dei delegati dei Paesi partecipanti a supportare iniziative
nate dalle comunità locali (nel nostro sistema amministrativo
comuni, province, comunità montane) e finalizzate alla salvaguardia
del pianeta. Sotto il nome di Agenda 21 entrano
tutti i progetti volontari che gli enti locali attuano per una
politica di sviluppo sostenibile locale: l’obiettivo finale è
"garantire alle prossime generazioni il benessere ambientale,
economico e sociale, senza intaccare le risorse naturali della
Terra".
Tra gli esempi di progetti realizzati all’interno
di progetti
di Agenda 21 locale ci sono la realizzazione di piste ciclopedonali, le riqualificazioni delle aree industriali
degradate; la creazione gruppi di quartiere per educare all’ottimizzazione
dell’uso delle risorse naturali come acqua, ed energia elettrica.
Per approfondire: coordinamento
italiano agenda 21; agenzia
Internazionale ICLEI; campagna
europea città sostenibile
Basilea 2
Per ogni prestito erogato, le banche devono accantonare una
parte del loro capitale. I governatori delle banche centrali
di alcuni dei paesi più industrializzati, riuniti in un comitato
che ha sede a Basilea, stabiliscono la quota di capitale da
accantonare. Il primo accordo di Basilea, del 1988, aveva fissato un
tetto standard: l'8% della quota totale erogata. Gli accordi siglati
recentemente (detti "Basilea 2", appunto) hanno deciso,
invece, di rendere la quota dei capitali da accantonare
proporzionale al rischio che la banca si assume nei confronti del
singolo cliente, aumentando o diminuendo la percentuale di
accantonamento (e perciò anche il costo del denaro che viene dato a
prestito) a seconda della solidità e della dimensione
dell’azienda. Per fare questo le banche fisseranno delle procedure
di rating, cioè di valutazione dei requisiti dei clienti attraverso
l'esame di parametri uguali per tutti, che consentono di dare un
"voto" all’azienda richiedente. L'accordo così
formulato tra le banche non sembra facilitare le imprese più
piccole, considerate più a rischio, a cui verrebbero concessi
prestiti di denaro solo a un costo più alto - corrispondente al
maggior rischio che si assumerebbero le banche- rispetto a quello
destinato ad aziende di dimensioni maggiori. Gli
accordi di Basilea non sono vincolanti: il Comitato di Basilea, che
opera in seno alla Banca dei Regolamenti Internazionali (BRI), non
ha alcuna autorità sovra nazionale ed i suoi pareri non hanno forza
legale. L’ accordo del 1988 ha però ricevuto l'adesione
volontaria dei sistemi bancari di più di 100 paesi. L'accordo
"Basilea 2" verrà testato e definitivamente attivato nel
2006, ma gli istituti di credito dei paesi coinvolti, tra cui c'è
anche l'Italia, lo stanno già adottando in via sperimentale.
Per approfondire: il
sito italiano dedicato a Basilea 2, atti
del convegno Basilea 2 dell'associazione industriali bresciana
Bilancio di Sostenibilità
Il bilancio è la
documentazione attraverso dati, informazioni e indicatori numerici di quanto
espresso a parole dal Rapporto di Sostenibilità. Il Rapporto è
un documento - redatto periodicamente e diffuso al pubblico - nel quale
l’organizzazione esplicita le proprie politiche, gli obiettivi ed
i maggiori eventi che sono avvenuti nel periodo ed è
composto da tre sezioni, rappresentanti i tre aspetti dello sviluppo
sostenibile: settore economico, settore sociale e settore
ambientale. Nel processo di redazione del Rapporto partecipano anche
gli stakeholders, i cosiddetti portatori di interessi
dell’organizzazione (clienti, utenti, lavoratori, associazioni non
governative ecc.) In Italia i Rapporti di Sostenibilità si stanno
diffondendo solo negli ultimi anni.
Per approfondire: Le
Linee Guida internazionali dettate dall’Ufficio per l’ambiente
delle Nazioni Unite
Certificazione di qualità
La certificazione
di qualità è la certificazione del livello di capacità
dell'azienda di rispondere alle esigenze della clientela in modo
certo e trasparente.
Le organizzazioni
possono chiedere la certificazione del proprio Sistema di Gestione
Qualità (SGQ) in base alle norme internazionali di riferimento,
cioè le norme ISO 9000. L'azienda deve richiedere la certificazione ad organismi
indipendenti e
accreditati presso un ente di controllo nazionale (per l’Italia è
il Sincert), che vigila sulla loro corretta attività.
L’organismo
scelto dall’organizzazione incarica un Verificatore (Auditor di
Parte Terza) a svolgere una visita di controllo dei documenti e delle
attività dell'azienda per verificarne la congruità con quanto definito dalle
norme. Se la verifica ha esito positivo l’auditor sottopone la
richiesta all’organismo di certificazione, che emette l’attestato.
La maggior parte degli organismi di accreditamento sono riconosciuti
a livello internazionale e quindi anche i certificati di qualità da
loro emessi sono validi all’estero. La certificazione del Sistema
di Gestione Qualità ha una durata di tre anni, durante i quali l’organismo
che ha emesso il certificato, svolge attività di sorveglianza sull’adeguata
attività dell’organizzazione rispetto alla norma. Alla scadenza
dei tre anni l’intera procedura viene rinnovata.
Per approfondire: Il
sito di Sincert,
il sito delle norme ISO in Italia
Corridoio
5
Con il termine di "Corridoio" si fa
riferimento ai progetti di reti multimodali (ferrovie, strade) per
il trasporto di merci e persone connettendo le infrastrutture dei
paesi dell’Europa centrale con quelli dell’Europa dell’Est e
del bacino del Mediterraneo. Attualmente sono in fase di
realizzazione dieci corridoi multimodali.
Il Corridoio 5 è l’unico che interessa l’Italia. Venne inserito
tra i progetti prioritari approvati nel Consiglio Europeo di Essen
nel 1994. Per la prima volta in quella occasione si parlò della
realizzazione delle infrastrutture necessarie al trasporto di merci
e persone lungo la direttrice Barcellona, Lione, Torino, Trieste.
Successivamente il corridoio si è esteso a Lubiana, Budapest,
Uzgorod, Kiev, partendo da Lisbona.
Con la legge "Obiettivo" n°443 del 2001 si inserisce il
tratto italiano del Corridoio 5 tra le cosiddette "grandi
opere" per la cui realizzazione la legge prevede corsie
preferenziali. La tratta italiana definita nel decreto attuativo
n°190 del 20/08/02 prevede il potenziamento della tratta
autostradale da Torino a Trieste, e la realizzazione di una nuova
linea ferroviaria ad alta velocità ed alta capacità (AV/AC) che
inizia in Val di Susa in Piemonte e termina presso la stazione di
Trieste Centrale.Il progetto è fonte di un acceso dibattito sui
costi e benefici di un’opera così strutturata sia dal lato
ambientale che da quello economico e sociale.
Per approfondire: i
progetti dei corridoi pan-europei, comitato
contro il corridoio 5
Ecolabel
Ecolabel è un marchio di prodotto
e certifica che i singoli componenti del prodotto/servizio
corrispondano a quanto definito in sede europea, è stato introdotto con Regolamento Europeo n.
1980/2000, e
viene gestito in Italia dal Ministero dell’ambiente che lo rilascia a
prodotti e servizi che rispettano i criteri di qualità fissati
dalla Commissione Europea. L’emissione del
marchio avviene dopo verifica tecnico-documentale. L’utilizzo del
marchio comporta il versamento al Ministero dell’Ambiente di una
percentuale del fatturato derivante dalla vendita del prodotto. Il
marchio in uso è quello europeo non essendo ancora pronto un
marchio nazionale: è a forma di fiore con la corolla formata da
stelle che circonda il simbolo dell’Euro. Attualmente sono stati
fissati i criteri per 19 gruppi di prodotto ( detersivi per
lavastoviglie, calzature, lampadine, computer portatili, ecc). I
criteri Ecolabel sono fissati in modo da selezionare una quota
significativa dei prodotti presenti sul mercato, che possiedono i
migliori requisiti ambientali. Per prodotti si intendono anche i
servizi e i semilavorati.
Per approfondire: Il
sito italiano dell’Ecolabel
Emas
Sigla per “ Environmental Management and Audit Scheme”. Si
tratta di uno strumento di politica ambientale
(basato sull’accesso volontario) introdotto in Europa con il
Regolamento 1863/93 CEE modificato nel 2001. La seconda emissione è
finalizzata all’estensione dell’applicabilità di EMAS a tutti i
tipi di organizzazione, mentre la prima emissione era applicabile
solo ai siti industriali. EMAS è un sistema di accreditamento
parallelo ad ISO 14000, ma orientato al pubblico: dipende dalle
autorità pubbliche (Ministero dell’Ambiente) e include
l’obbligo di pubblicare e diffondere periodicamente un documento
di comunicazione, la Dichiarazione Ambientale, circa politiche,
attività e obiettivi adottati in tema di salvaguardia ambientale da
parte dell’organizzazione. L’ente di accreditamento verifica che
tale comunicazione sia svolta in modo trasparente, chiaro e adeguato
alla cultura degli utenti. Esiste un marchio EMAS che gli enti
registrati possono utilizzare per qualificare la propria
organizzazione.
Per approfondire: Ministero
dell'ambiente
Filiera
produttiva
E’ la catena di passaggi produttivi esistenti dalla creazione
della materia prima, all’arrivo della merce su scaffale nel
negozio. Ad esempio, nel settore della pasta secca, la filiera
produttiva comprende la produzione di grano, la molitura, la
produzione di pasta, il settore del confezionamento dalla produzione
di film, inchiostri, adesivi, il magazzinaggio del prodotto finito,
il trasporto fino alla vendita nei punti di distribuzione).
Nel settore agroalimentare la legge impone alle aziende che
appongono il marchio sul prodotto finale, la capacità di
rintracciare, in ogni momento, la filiera produttivo del prodotto,
partendo dal codice di lotto stampato sulla confezione.
L’obiettivo finale è salvaguardare la salute dei consumatori
finali
Incubatore
L’incubatore di imprese, detto anche BIC (Business Innovation
Centre), é un centro di erogazione servizi e informazioni rivolte a
piccole e medie imprese consolidate oppure a nuovi imprenditori con
idee innovative. I centri incubatori mettono in connessione le
imprese con il territorio, con il mercato europeo dal punto di vista
legislativo e dei servizi.
Per approfondimenti: Polo
di Sviluppo Tecnologico di Busto Arsizio; Agenzia
di Sviluppo Nord Milano
Ires
L'acronimo sta per Imposta sul
reddito delle società. E' la nuova imposta che sostituisce l'Irpeg,
in vigore fino al 2003.
Dal 1°gennaio 2004 i redditi prodotti da società ed enti residenti
sono soggetti all'Ires, costruita sulla base del modello fiscale
europeo prevalente.
L'Ires incide principalmente sui redditi prodotti nell'ambito dello
svolgimento normale dell'attività d'impresa, escludendo dall'
imposizione fiscale le fasi straordinarie quali riorganizzazioni
aziendali o cessioni di partecipazioni. L'aliquota per il 2004 è
pari al 33% dell'imponibile.
Per approfondimenti: Ministero
delle Finanze
Iso 9000
Con ISO 9000 si identifica
la famiglia di norme internazionali, riferimento per le aziende e gli
enti privati e pubblici che intendono certificare il Sistema di
Gestione della Qualità (SGQ) della propria organizzazione. Le norme
attualmente in vigore sono le UNI EN ISO 9000, edizione 2000. Le norme
nascono in sede di comitati internazionali per la creazione di
standard (ISO= International Standard Organization) in lingua
inglese, poi vengono adottati dal Comitato Europeo di Normazione
(CEN) da cui la sigla EN e quindi tradotti nelle lingue dei singoli
Paesi. Nel caso dell’Italia l’ente di normazione nazionale è l’UNI.
Le norme affrontano e regolano ciascuna fase delle attività
aziendali, in modo che esse siano orientate alla soddisfazione del
cliente o dell’utente, alla continua ottimizzazione dei processi
interni e consentano nel tempo la rintracciabilità di quanto
svolto. Le organizzazioni che adottano la ISO 9000 possono essere
certificate da organismi esterni indipendenti.
Per approfondire: Il
sito dell'ente in Italia
Iso 14000
E’ una norma
che definisce i requisiti organizzativo-gestionali di tipo
ambientale che un’organizzazione deve soddisfare per poter
ottenere la certificazione di organismo indipendente esterno.
Attualmente sono in uso le norme UNI EN ISO 14000 nell’edizione
1996. Sono però in corso le revisioni delle norme a livello
internazionale per aggiornare l’edizione. I requisiti ambientali
definiti dalle norme sono introdotti nella politica dell’organizzazione
(azienda o ente pubblico o privato) e diventano parte degli
obiettivi della stessa. Sono tenute in considerazione le
prescrizioni legislativi e le attività con impatti significativi
sull’ambiente. Gli scopi sono quelli di mettere sotto controllo le
emissioni inquinanti e l’intero ciclo delle risorse utilizzate nei
processi in un’ottica di miglioramento continuo.
Per approfondire:
Il
sito dell'ente in Italia
Responsabilità sociale di impresa - Bilancio Sociale
Un’impresa può testimoniare il proprio impegno etico e
sociale con la pubblicazione di un Codice etico e/o di un Bilancio
sociale. Le Nazioni Unite hanno lanciato nel 1999 una campagna di
sensibilizzazione e di sostegno alle aziende che si impegno ad
essere responsabili a livello sociale degli effetti della propria
presenza nella comunità di dove è localizzata. La Responsabilità
Sociale d’Impresa o Corporate Social Accountability è in fase di
normazione da parte dei comitati internazionali di normazione. Per
ora si fa riferimento alle buon pratiche nazionali. In Italia sono
diffusi i bilanci sociali e i codici etici presso società
multinazionali o presso imprese con partecipazione pubblica che
offrono al mercato servizi di carattere comunitario (fornitura di
luce, gas, energia)
Per approfondire: www.csrcampaign.org
(in ing.)
Sa 8000
SA 8000 (Social Accountability 8000) è la norma di
riferimento internazionale per chi vuole certificare l'eticità
sociale di una attività imprenditoriale. Esso
riguarda: il rispetto dei diritti umani, il rispetto dei
diritti dei lavoratori, la tutela contro lo sfruttamento dei minori,
le garanzie di sicurezza e salubrità sul posto di lavoro.
SA 8000 nasce dal CEPAA (Council of Economical Priorities
Accreditation Agency), emanazione del CEP (Council of Economic
Priorities), istituto statunitense fondato nel 1969 per fornire agli
investitori ed ai consumatori, strumenti informativi per analizzare
le performance sociali delle aziende.
L'organismo è costituito da 21 membri, in rappresentanza delle
organizzazioni sindacali, delle organizzazioni non governative, di
associazioni che tutelano i diritti umani e dell'infanzia, di
imprese che investono in modo socialmente responsabile, dei società
di certificazione.
Lo standard e le relative procedure di accreditamento e
certificazione nascono in un ottica globale e transnazionale, pur
recependo le peculiarità normative locali.
Per approfondire: Ente
di riferimento a livello internazionale,
Le
imprese con responsabilità sociale in Italia
Spin-Off
Il termine Spin-Off è utilizzato nel senso di gemmazione di
un'azienda.
In economia sono diffusi due tipi di Spin-Off:
Spin-off aziendale – E’ il processo di gemmazione
naturale di un’azienda. Normalmente nasce dalla fuoriuscita di
lavoratori (operai e managers) da una impresa che danno vita ad una
nuova impresa (spin-off), spesso legata all’impresa madre. Ci sono
casi di sviluppo territoriale guidato da agenzie e enti locali, in
cui il processo di spin-off può essere programmato e incentivato
attraverso incubatori di imprese.
Spin-Off universitario – Le aziende Spin-Off
Universitario sono quelle realtà imprenditoriali nate dal
trasferimento tecnologico e dalle attività di ricerca condotte
nelle Università. E’ possibile la partecipazione dell’università
nella gestione dell’azienda. Tramite le relazioni con il tessuto
produttivo l’università gode di fondi aggiuntivi per la ricerca,
di fonti informative e di saperi provenienti dall’industria. Le
imprese traggono benefici da questo rapporto attraverso l’accesso
privilegiato a conoscenze che gli consentono di migliorare processi,
prodotti e servizi. Sono esperienze di collaborazione tra università
e territorio, diffuse negli Stati Uniti, in Canada e in Europa
(Inghilterra e Olanda). In Italia si hanno per ora poche esperienze
di aziende spin-off.
Per approfondire: Un
regolamento per gli spin off fissato dall'università della Calabria
Sviluppo
Sostenibile
Lo "sviluppo sostenibile", è la capacità di un’economia ad evolversi (sviluppo) nel
tempo, rispettando la capacità di carico delle risorse naturali
(sostenibile). Nella pratica è difficile fissare in modo univoco e
scientifico la soglia oltre la quale una risorsa naturale si possa
definire in fase di esaurimento (capacità di carico).
Il concetto di sviluppo sostenibile ribalta la definizione per cui un’economia è sana se è in
crescita: in realtà,
già nel 1972 una ricerca del Massachussets Institute of Technology,
finanziata dal Club di Roma, ha capovolto questa visione,
evidenziando come il "magazzino naturale" delle risorse
della Terra (combustibili, materie prime) sia stato talmente
depauperato dagli esseri umani da essere ormai destinato all’esaurimento
nel giro di pochi decenni.
|